
Che il tema caldo della settimana sia l'agenda scolastica 2023-24 è ormai chiaro a tutti. Se prima sono arrivate le reazioni della politica, poi sono seguite quelle di genitori e insegnanti che hanno portato diversi Municipi ticinesi a optare per una non distribuzione delle agende alle quinte elementari. Questo polverone "è chiaramente una strumentalizzazione politica, che non solo ha gravi ripercussioni sulle persone con un’identità di genere fluida, ma è anche un offensivo affronto contro la professionalità di lavoratrici e lavoratori rappresentati dal nostro Sindacato", scrive il VPOD in una nota. Per il Sindacato si tratta di un affronto "alla professionalità di chi ha ricevuto il mandato da parte del DECS e del DSS di redigere l’agenda scolastica. Questi professionisti e professioniste sono specialisti e sono sicuramente in grado di presentare qualsiasi tema, adattando la forma alla fascia d'età target. Non esistono temi tabù, ma variano le modalità con le quali li si affronta". Dichiarazioni a cui va aggiunto il fatto che, sempre per il Sindacato, si tratta di un affronto "anche contro la professionalità del corpo docenti, che sono professionisti dell'insegnamento e dell'educazione: infatti grazie alla loro formazione sono in grado di affrontare questi ed altri temi, adattandoli al settore scolastico nel quale operano. Un docente è formato e sa parlare di genere, così come di morte, divorzio, guerra, etnia, razzismo, eccetera". Il VPOD sostiene quindi che ognuno "deve fare il suo lavoro e rispettare quello degli altri".

