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Ticino
Esercito contro la canicola? "Non serve"
Redazione
11 anni fa
Il Consiglio di Stato risponde alla richiesta del deputato di Montagna Viva Germano Mattei

Il caldo ha messo duramente alla prova l'agricoltura svizzera, quest'anno, tanto che in alcuni Cantoni romandi si è reso necessario addirittura l'impiego dell'Esercito per l'abbeveraggio delle mucche.

In Ticino i soldati non sono intervenuti. Ma i deputati Germano Mattei (Montagna Viva, primo firmatario), Roberto Badaracco (PLR), Gianmaria Frapolli (Lega), Giorgio Pellanda (PLR) e Andrea Zanini (Lega) hanno deciso di farsi portavoce delle preoccupazioni espresse dagli agricoltori ed interrogare il Governo per sapere come intende agire in occasione di future situazioni simili. Sia direttamente sul campo, per esempio con l'impiego dell'Esercito, sia a livello finanziario, tramite aiuti alle aziende danneggiate dal caldo.

Negli scorsi giorni il Consiglio di Stato ha fornito le sue risposte, affermando innanzitutto che gli agricoltori non sono lasciati a sé stessi e che non occorre creare dei gruppi ad hoc per monitorare la situazione, dato che la Sezione dell'agricoltura dispone di un osservatorio che le consente di seguire in tempo reale l'evolversi della situazione.

Quindi, più che creare un nuovo servizio, occorre concentrarsi nell'ottimizzazione della pianificazione e nella concretizzazione a lungo termine di misure di prevenzione e di adattamento alle situazioni difficili, secondo il Governo.

"Dal 2015 è in corso un’analisi dei rischi e delle opportunità legati ai cambiamenti climatici in Svizzera condotta dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), con uno studio specifico sul Ticino" aggiunge il Governo. "I risultati dello studio, attesi per l’inizio del 2016, costituiranno una prima base per affrontare il problema."

Quest'anno, secondo il Governo, "non si sono verificate circostanze tali da dover mettere in atto misure eccezionali. La situazione non è fortunatamente grave come nel 2003 e gli agricoltori, laddove c’erano delle colture bisognose d’acqua, sono intervenuti con i loro mezzi."

Sono state solo due, fino al 15 agosto, le richieste di utilizzo di acque pubbliche superficiali giunte da privati alla Sezione dell'agricoltura, e nessuna per l'accesso al materiale della protezione civile.

La Sezione dell'agricoltura ha pure intavolato quest'anno delle trattative con l'UFAG per verificare la possibilità di sospendere, a titolo transitorio, i dazi sui foraggi d'importazione. Un'ipotesi considerata però prematura, visti i buoni raccolti di fieno di questa primavera, come pure la necessità di garantire la priorità al foraggio indigeno.

In merito all'impiego dell'Esercito, il Governo spiega che i militari sono pronti a intervenire, ma che in Ticino "fatti salvi sporadici problemi prontamente risolti dai proprietari o dai gestori degli alpi, non si sono verificate situazioni tali da richiedere l’intervento delle forze armate."

Il Consiglio di Stato sottolinea inoltre che il ricorso all'Esercito "costituirebbe un esercizio economicamente svantaggioso". Piuttosto che produrre foraggio in queste condizioni converrebbe acquistarlo all'estero, aggiunge.

Infine in merito agli aiuti finanziari, il Governo ricorda di essere intervenuto nel 2003 ma che quest'anno le medesime perdite non dovrebbero avverarsi.

"In conclusione, seguiremo l’evolvere della situazione e proporremo, se del caso, l’adozione degli opportuni correttivi qualora eventuali perdite economiche non risultassero sopportabili dalle famiglie contadine che, nonostante le difficoltà, con impegno e sacrificio si dedicano alla produzione agricola" conclude il Consiglio di Stato.

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