
“Siamo tutti Enrico. Siamo tutti Paolo. No Intimidazioni”. È con questo striscione che i partecipanti al presidio pacifico di solidarietà organizzato da ErrediPi, la Rete per la difesa delle pensioni, sono scesi in strada oggi a Bellinzona, davanti a Palazzo amministrativo, per esprimere la propria solidarietà in occasione delle audizioni dei due attivisti finiti sotto inchiesta amministrativa per presunto uso propagandistico dell’indirizzario e-mail dell’Amministrazione cantonale. Nelle scorse settimane le informazioni relative al lavoro della rete sono state infatti diffuse anche attraverso l’uso dell’indirizzario email cantonale. Un modo di procedere che agli occhi del Governo è considerato improprio, volto alla propaganda e contrario al Codice di comportamento amministrativo. Di qui l’apertura dell’inchiesta disciplinare.

Le audizioni nei confronti dei due attivisti ErreDiPi sono iniziate alle 15. La mobilitazione di oggi è il secondo di tre appuntamenti organizzati dalla Rete, che si sta muovendo per contrastare il prospettato abbassamento delle rendite IPCT. Presente sul posto anche il sindacato OCST.
Appuntamento a mercoledì
La prossima iniziativa targata ErreDiPi si terrà mercoledì 15 marzo. Si tratterà di una mobilitazione con partenza alle 17 dal Mercato Coperto di Giubiasco per raggiungere poi a piedi piazza Governo a Bellinzona, dove verranno esposti argomenti e rivendicazioni.
La risposta dell'avvocato Maghetti
“Secondo noi questa inchiesta disciplinare non sta né in cielo né in terra”, ha spiegato ai microfoni di Ticinonews Luca Maghetti, avvocato e notaio. “Parlare di attività contraria ai doveri di funzione, all’attività di funzione e di attività propagandistica quando si parla di informazione oggettiva, seria e documentata sulla cassa pensione ci sembra fuori luogo”.
Cosa rischiano i due docenti
“Le sanzioni possono andare dall’ammonimento alla multa, ma si può arrivare anche alla sospensione del salario e al licenziamento. Non abbiamo capito gli intendimenti perché -e questo lo possiamo dimostrare- molti colleghi hanno condiviso queste posizioni. Questo sottolinea come il tema sia sentito e oggettivo. Ci sembra dignitoso informare i colleghi di una misura così drastica, l’apertura di un’inchiesta disciplinare ci ha lasciato senza parole”, ha concluso il legale.

