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Ticino
Ermotti: "Il futuro è nella specializzazione"
Redazione
13 anni fa
Il Ceo di UBS si è espresso in una conferenza a Lugano su temi di scottante attualità che toccano l’intera piazza finanziaria elvetica

“Il futuro del settore bancario, soprattutto per i gestori di patrimoni e le piccole e medie banche, sarà nella specializzazione”. Sono le parole di Sergio Ermotti che ieri sera è stato ospite di una conferenza a Lugano indetta dall'Associazione Svizzera di Gestori di Patrimoni.

Il Ceo di UBS ha risposto alle domande dell'ex corrispondente del Financial Times Haig Simonian in un'ora di intervista a tutto campo, dove ha parlato di aspetti prettamente personali fino a questioni di scottante attualità che toccano l'intera piazza finanziaria elvetica. Ed è qui che lo sguardo di Sergio Ermotti ha acceso d'interesse il suo uditorio.

Il panorama finanziario elvetico è in costante mutamento, ha spiegato il Ceo, e il futuro si avvicina sempre più velocemente sotto la spinta di una crescente pressione esterna. “Negli ultimi anni” ha spiegato Ermotti “le banche hanno vissuto una costante accelerazione, imposta soprattutto dall’estero. Quello che noi operatori percepiamo e che la maggior parte della popolazione non vede, è di quanto la pressione da parte degli altri paesi sia aumentata nei confronti della Svizzera”. Una pressione sulla Svizzera fatta nel nome di una trasparenza che in realtà nasconde una vera e propria guerra tra piazze finanziarie, in particolare tra Zurigo e Londra, tra la Svizzera e New York, ha detto Ermotti.

I due interlocutori hanno poi immaginato il settore finanziario tra cinque anni. Cosa vede Ermotti nel 2018? Soprattutto specializzazione: “Le banche di media e piccola dimensione non potranno più servire tutti i clienti internazionali. Dovranno specializzarsi su certi tipi di clienti, offrendo conoscenze specifiche relative alle varie tematiche fiscali dei paesi.”

Ermotti ha infine commentato l'iniziativa 1:12 sulla limitazione dei salari. Un'iniziativa che, secondo il ceo di UBS, indebolisce l'attrattività del nostro paese: “Queste sono iniziative che se passano vanno a minare la nostra credibilità esterna. La gente all’estero inizia a chiedersi cosa sta accadendo in Svizzera, paese che per tanti anni è stato stabile. Sono quindi nettamente contrario a questo tipo di iniziative. Smettiamo di farci del male”.

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