
Sergio Ermotti può essere un modello per gli studenti dell'Università della Svizzera italiana (USI)? Secondo l'avvocato Paolo Bernasconi no.
L'ex magistrato ha infatti scritto una lettera aperta al presidente dell'USI, Pietro Martinoli, criticando la decisione dell'ateneo di invitare il CEO di UBS al Dies academicus che si terrà il 23 aprile.
L'avvocato Bernasconi chiede a Martinoli se ritiene giusto presentare agli studenti "una persona che nel 2014 ha incassato bonus per 11,2 milioni di franchi e nel 2015, primo in lista fra tutte le banche, per 14,3 milioni di franchi."
"Mi chiedo se si intenda offrire la funzione e la posizione personale di Ermotti come modello per la gioventù universitaria, nella quale riponiamo quasi tutte le nostre speranze, spaventati come siamo dal degrado politico che affligge il Ticino e in parte anche la Confederazione. Quella stessa gioventù che, secondo recenti articoli di Joseph Stiglitz e di Michael Spence, entrambi Nobel dell’economia, è stata disaffezionata dalla politica e dalle élites" scrive ancora l'avvocato luganese, secondo cui sarebbe più opportuno invitare personaggi come Thomas Minder, promotore dell’iniziativa costituzionale contro i bonus, o Dominique Biedermann, presidente della Fondazione Ethos.
Una lettera aperta che sta facendo discutere e cui il direttore del Corriere del Ticino Fabio Pontiggia dedica il suo editoriale di oggi, intitolato "L'anatema contro Ermotti."
Pontiggia riconosce innanzitutto all'ex magistrato "oltre alla competenza, il coraggio di mettere fuori la faccia."
Ma poi, citando le domande poste a Martinoli, il direttore del CdT le definisce "domande retoriche, che sanno molto di processo alle intenzioni e che, per come sono formulate, hanno già la risposta in tasca."
"È, questa, una pessima lezione civica" scrive Pontiggia. "In tutti i sensi. Primo, perché implicitamente non riconosce alla gioventù accademica la capacità intellettuale di ascoltare criticamente l'intervento di Ermotti; secondo, perché è un tentativo pesante di interferenza esterna nella libertà di scelta dell'università in un'occasione dall'alto valore istituzionale e anche simbolico; terzo, perché è un anatema selettivo (...). E poi, a ben guardare, il programma di quest'anno un controcanto lo offre già con l'intervento dell'economista Ilaria Piatti, specialista di rischi e disastri sistemici, proprio a seguire quello del numero uno dell'UBS. Quale migliore opportunità per farsi un'idea non dogmatica, né giacobina, né manichea della realtà della grande finanza e dei meccanismi che la muovono?"
"Non è bello quel Ticino che, dal Festival del film all'università, vorrebbe interferire nella libertà e nell'autonomia della cultura e del sapere" conclude Pontiggia. "Gli anatemi, espliciti o sottilmente impliciti, li si lasci fuori da questi luoghi."
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