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Eritrei a rischio rimpatrio, 150 in Ticino
Eritrei a rischio rimpatrio, 150 in Ticino
Eritrei a rischio rimpatrio, 150 in Ticino
Redazione
8 anni fa
La decisione della SEM non convince il giurista di SOS Mario Amato e l'intermediaria della comunità eritrea Gloria Ghielmini

3200 eritrei in Svizzera, di cui circa 150 in Ticino, a rischio rimpatrio. La notizia, che riguarda le persone con lo statuto di ammissione provvisoria, è stata confermata ieri sera all’ATS dalla Segreteria di Stato della migrazione (vedi articoli suggeriti). Ma già settimana scorsa due eritrei residenti nel nostro Cantone hanno bussato alla porta del Soccorso operario (SOS) a Lugano. Una donna madre di una bimba piccola e un uomo con problemi di salute, entrambi avvisati con una lettera da Berna.

"Sono sconcertato, soprattutto la persona che lo aveva ricevuto poco fa e se lo vede revocare dopo poco tempo. Conoscendo la situazione in Eritrea e avendo vissuto il calvario del viaggio non sono disponibili", ha dichiarato ai microfoni di TeleTicino il giurista del SOS Mario Amato.

Stando però ad una recente sentenza del Tribunale amministrativo federale, chi fa ritorno in Eritrea non corre più nessun pericolo, specie se ha adempiuto gli obblighi militari. Una situazione confermata anche dai viaggi diplomatici di molti politici europei e svizzeri. Ma che non convince l'intermediaria della comunità eritrea Gloria Ghielmini, raggiunta a Losanna dall'emittente di Melide. "Sono un po’ in contraddizione con quello riportato dalla commissione delle nazioni unite e dalle organizzazioni internazionali. E quando si parla con persone originarie eritree dicono che la situazione è cambiata in peggio. È un’assurdità immaginare di tornare a casa".

Dello stesso avviso Mario Amato che promette battaglia legale. "Esistono situazioni d’incertezza che non permettono di capire se un eritreo che ritorna e non ha svolto il servizio militare subisca o no trattamenti degradanti. Adesso si apre una fase procedurale, le persone hanno diritto di essere sentite e presentare delle osservazioni. Se la SEM dovesse confermare inoltreremo ricorso al TAF".

Tribunale amministrativo che come detto si è però già espresso. Secondo Gloria Ghielmini l’unica soluzione sarebbe la via già tracciata dalla SEM e dal Dipartimento degli affari esteri: incentivare la cooperazione allo sviluppo. "Anche se il regime in Eritrea non è disposto al dialogo. Se vogliamo ascoltare le persone fuggite non vedo altre soluzioni che la protezione in Svizzera".

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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