
Nuovi retroscena sul giallo della cittadina eritrea, caduta dal balcone di casa a Bellinzona circa una anno fa. Secondo quanto riporta il Caffé, potrebbe esserci un tentativo di strangolamento da parte del marito della donna prima che volasse giù dal palazzo. Fra gli elementi che affiorano dall'autopsia, richiesta dal Ministero pubblico, risulta infatti una lesione dell'osso ioide. Una lesione che potrebbe essere stata causata da una forte pressione delle mani.
Se lo scenario fosse vero, l'ipotesi di reato di omicidio intenzionale ne uscirebbe rafforzata. Restano tuttavia dubbi perché la lesione porebbe essere anche stata provocata dall'impatto sull'asfalto dopo il volo di 18 metri.
Nel frattempo l'imputato continua a negare. Nega categoricamente d'aver aggredito la moglie, smentendo qualsiasi tentativo di strangolamento.
Il processo nei confronti del marito della donna, anche lui eritreo di 35 anni e unico indiziato, comincerà probabilmente in autunno. L’inchiesta è coordinata dal procuratore pubblico Moreno Capella.
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