
È il giorno della visita dei rappresentanti della stampa, oggi all'ex caserma di Losone, che da novembre accoglie un centinaio di richiedenti l'asilo.
Prima della visita c'è stato spazio per le considerazioni delle autorità comunali, cantonali e federali.
Per il Comune di Losone al posto del sindaco Corrado Bianda, tuttora convalescente in seguito all'incidente africano, c'era il municipale UDC Alfredo Soldati. Uno di coloro che più di tutti avevano espresso le proprie perplessità quando la Confederazione annunciò di voler trasformare l'ex caserma in centro per richiedenti l'asilo.
"Se all'inizio il Comune era scettico" ha dichiarato Soldati, "ora siamo contenti e fiduciosi. Il centro ha creato posti di lavoro e ha portato coscienza del problema in paese. Ora stiamo lavorando per permettere loro di svolgere più lavori di pubblica utilità."
Il rappresentante della Polizia cantonale, Edy Gaffuri, ha dal canto suo sottolineato che gli interventi in questi mesi sono stati davvero pochi. "Oltre al tentato stupro qualcuno ha alzato un po' il gomito, ma nulla di grave. In ogni caso siamo pronti ad intervenire in meno di cinque minuti."
Il direttore del centro, Antonio Simona, ha invece evidenziato l'importanza del centro di Losone, dato che quello di Chiasso non basta più ad accogliere tutte le richieste. Prima di arrivare a Losone, ha spiegato Simona, tutti gli asilanti passano comunque da Chiasso.
Al momento a Losone ci sono soprattutto richiedenti di nazionalità nigeriana, marocchina o eritrea, quasi tutti uomini. Essi hanno già svolto oltre 1'000 giorni di lavori di pubblica utilità.
Tutti i dettagli questa sera alle 18.45 al TG di TeleTicino.
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