
Il Municipio di Lugano ha deciso di far rimuovere i tanto discussi cartelloni pubblicitari ritraenti una ragazza in abiti discinti e provocanti che invita, in modo esplicito e che non lascia spazio ad interpretazioni, a “scoprirla” su un sito internet che propone annunci erotici. Particolarità del manifesto è che la scritta “scoprimi” è stata redatta in modo che, con un po’ di acume, la parola che si legge è “scopami”. Erasmo Pelli, Vicesindaco di Lugano e capo dicastero polizia, ci spiega come mai si è giunti a questa decisione.“Il Municipio ha tenuto conto di eventuali di messaggi subliminali che possono dare questo genere di pubblicità. La scritta che può essere letta in due modi diversi ne è l’esempio”.Pelli però ci tiene a sottolineare che “Questa decisione non si limita a pubblicità a sfondo sessuale, ma a qualsiasi campagna di affissione che possa urtare la sensibilità della gente”. E qui l’esempio corre alla campagna che vedeva come protagonisti dei disabili. Anche in quel caso ci furono delle proteste.“L’autorità comunale deve esaminare non solo i cartelloni in sé ma deve vedere se ci sono degli agganci con dei siti online. E anche questi devono essere controllati. Non si tratta di censura, ma solo di un po’ di attenzione”.Tutto bene, tutto giusto, ma allora come la mettiamo con i cartelloni politici? Le campagne UDC “Bala i ratt” oppure quelle precedenti della famosa “pecora nera” che viene espulsa dalla Svizzera avevano anche loro fatto discutere. Molte persone si sono sentite offese. “Vero. Anche in quel caso bisogna stare attenti – continua Pelli – poi si scende nel discorso politico e la questione diventa più delicata”.In concreto come sarà effettuato questo controllo? Ci sarà qualcuno appositamente predisposto ad esaminare questi cartelloni? Pelli ci dice che “la società di affissioni chiama la polizia, che è preposta a questo genere di controlli, e sottopone il manifesto. Poi potrebbe essere l’ufficio giuridico che valuterà se possa essere affisso o meno. Inoltre vorremmo che la società di affissione ci interpellasse anche se deve posare una manifesto su un luogo privato”.Un aspetto che potrebbe risultare anche secondario, ma che in fondo non lo è, è il fattore sicurezza. Bisogna anche valutare dove si possono mettere determinati manifesti “Se mettiamo un manifesto con una donna seminuda in una curva, parliamoci chiaro, l’occhio cade sull’immagine e il rischio di incidente non è da sottovalutare”.Al di là di queste considerazioni che possono anche far sorridere, il vicesindaco di Lugano ci tiene a sottolineare anche l’aspetto etico di questi manifesti “Non dimentichiamo anche il rispetto verso le persone e in questo caso verso le donne”.Dal sito in questione intanto ci specificano che "Non è che li hanno coperti in quanto il Muncipio lo ha detto. Semplicemente la campagna pubblicitaria è finita lunedì"."Il Ticino migliore non è questo!"Intanto non si sono fatte attendere le reazioni del mondo politico luganese di fronte alla campagna pubblicitaria del sito di annunci erotici. Un gruppo di consiglieri comunali di diverse estrazioni partitiche ha inoltrato un'interpellanza al Muncipio proprio su questo tema dal titolo "Il Ticino migliore non è questo!". Un'interpellanza che trova una parte delle risposte in quanto ci ha dichiarato Erasmo Pelli.Ecco quanto si chiede: "Nelle scorse settimane sono apparsi anche a Lugano in luoghi strategici dei cartelloni che raffigurano una prostituta contenenti frasi a doppio senso per pubblicizzare il sito besticino un sito che non illustra le bellezze paesaggistiche del Ticino, ma offre in modo molto esplicito servizi di escort di ogni genere, come rivelato dal settimanale Il Caffè del 28 aprile 2012.Al di là del moralismo che si potrebbe fare sulla prostituzione, riteniamo inammissibile che si faccia pubblicità sulle pubbliche vie a
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

