
Era prevedibile già quando si decise di investire nel carbone, che la centrale tedesca di Lünen avrebbe potuto essere spenta, almeno temporaneamente.
Lo ha dichiarato il direttore dell'Azienda Elettrica Ticinese (AET), Roberto Pronini, a La Regione, che lo ha intervistato per avere un parere sullo spegnimento, avvenuto durante lo scorso fine settimana, della centrale a carbone tedesca nella quale AET ha investito 35 milioni di franchi.
"Nulla di preoccupante" ha affermato Pronini. "Quello di Lünen è un impianto regolabile. E di conseguenza non deve sempre funzionare in banda."
Per cui, quando i costi per produrre energia superano i prezzi di vendita, gli impianti possono essere spenti.
Pronini aggiunge che "anche le centrali idroelettriche ticinesi si trovano nella medesima situazione. Quando il prezzo dell'energia è troppo basso, non produciamo il sabato e la domenica. Solo con il nucleare si produce sempre in banda."
La situazione a Lünen, malgrado queste spiegazioni, non è comunque tanto rosea. La società che gestisce l'impianto prevede per il 2014 un disavanzo di cento milioni di euro, e sulla centrale pende sempre un ricorso dell'associazione ambientalista Bund.
"I prezzi dell'energia sono ai minimi da dieci anni a questa parte" ha detto Pronini. "E tutti i distributori soffrono una situazione di mercato particolarmente tesa."
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