
La procuratrice pubblica Valentina Tuoni, chiedendo la conferma della condanna di 180 aliquote sospese e 2000 franchi di multa, ha spiegato come i fatti imputati all’ex infermiere, a processo per presunti maltrattamenti nei confronti di alcuni ospiti della casa anziani di Balerna, siano testimoniati da più persone, sia ex colleghi che congiunti dell’uomo.
Il reato a lui contestato è di coazione, ripetuta tentata e consumata, per aver maltrattato alcuni ospiti dell’istituto o averli minacciati per far loro prendere i farmaci, usando anche espressioni colorite nel suo dialetto. “Se era descritto come lo scaricatore di porto della casa anziani un motivo ci sarà”, ha detto la pp. Infine avrebbe loro impedito di andare in bagno mentre erano in sala mensa durante il pranzo o la cena, in alcuni casi con i vestiti già impregnati di urina. “Li ha trattati come cose e non esseri umani”.
“Penso di non aver commesso nessuna infrazione nella mia professionalità ventennale” ha replicato invece l'infermiere 49enne, respingendo tutte le accuse. Esponendo la sua versione dei fatti l’uomo ha descritto tutti i pazienti che avrebbe maltrattato come affetti da demenze medie o gravi. Tutti tranne una, inizialmente descritta come demente, ma poi descritta come “capace di intendere e volere”, in seguito alla contestazione del giudice.
L’imputato è convinto che gli ex colleghi abbiano mentito per presunte invidie o per un tentativo di mettere in cattiva luce la direzione dell’istituto. “In questo momento è lei l’imputato, non la direzione”, gli ha risposto il giudice Amos Pagnamenta.
Accusatori privati e difesa parleranno nel pomeriggio.
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