
"Non è mai il momento giusto per queste decisioni, perché dopo le Cantonali c'era la votazione sul lavoro, dopo la votazione sul lavoro c'era da preparare le Federali, dopo le Federali ci sarebbero state da preparare le Comunali, quindi non è mai il momento giusto e quindi è sempre il momento giusto."
Con queste parole Sergio Savoia ha commentato, ai microfoni della Radio della Svizzera italiana, la sua decisione di lasciare la carica di coordinatore dei Verdi, posizione che occupava da ormai otto anni.
"Ma a un certo punto bisogna prenderle certe decisioni" ha proseguito Savoia. "Io ho sempre avuto il vezzo di essere una persona che si considera in grado di prendere le decisioni, anche quelle difficili, anche nei momenti difficili. E andava presa adesso."
"D'altro canto è una decisione che non ha alcun riferimento a come potrebbero andare le elezioni" ha precisato il coordinatore dimissionario dei Verdi. "Andassero bene o andassero male, questa decisione è stata presa e quindi eviterà al partito, nel caso le elezioni dovessero andare male, la classica sceneggiata interna per decidere se il presidente deve rimanere oppure no. Ho deciso io e credo di aver fatto il bene del partito."
"La campagna elettorale ormai è conclusa, quella per le Comunali non è ancora cominciata" ha aggiunto Savoia. "È chiaro che è meglio andarsene adesso che non fra tre o quattro settimane, quando magari potrebbero esserci polemiche o cose del genere, se le elezioni andassero male. E se andassero bene, sarebbe comunque una decisione giusta quella di andarsene adesso."
Savoia non sa dire se le sue dimissioni saranno un vantaggio o meno per la sua candidatura alle Federali: "Non è stata una mia considerazione."
"In realtà io ragiono su questa cosa da parecchio tempo" ha continuato Savoia. "A un certo momento bisogna pur smettere. È da otto anni che sono coordinatore, un tempo molto lungo, e ho deciso che poteva bastare. Le mie dimissioni permetteranno ad altre persone di farsi avanti ed è una buona cosa perché bisogna continuamente rinnovare. Non possiamo fermarci su una conduzione, anche se è una conduzione di successo. Per me diventa importante a questo punto della mia vita essere libero di portare avanti le mie idee. Perché se uno è coordinatore di un partito, non può parlare solo a titolo personale. Io invece adesso ho voglia di essere libero, di fare le mie battaglie senza avere le mani legate."
Infine, per quanto riguarda il suo possibile successore, Savoia non si è sbilanciato. "Non sarebbe corretto da parte mia fare un nome" ha dichiarato. "Io non sono più coordinatore, non ho intenzione di avere alcun ruolo nella decisione sulla mia successione. Non siamo in una monarchia, quindi saranno i membri del partito a decidere in tutta autonomia."
Nell'audio allegato l'intervista rilasciata da Sergio Savoia a Radio 3i.
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