
Si sono ispirati al noto film "Ocean's Eleven", che non smettevano mai di citare, i componenti della banda "professionisti del crimine" che lunedì sono stati fermati dalle autorità elvetiche e italiane presso la Loomis di Chiasso. Un colpo che avrebbe dovuto fruttare circa 50 milioni di euro, nascosti nel caveu della ditta, e che era stato preparato a puntino.
"Per diversi mesi i malfattori avevano operato numerosi appostamenti e sopralluoghi nei pressi del caveau, studiando i movimenti del personale di sorveglianza e delle locali forze dell’ordine, le possibili vie di fuga, creando in un B&B di Abbiategrasso (MI) la loro base logistica, da cui partire e dove ritornare dopo il furto, utilizzando autovetture preventivamente rubate, sia in Svizzera che in Italia, custodite in un sicuro deposito tra le province di Milano e Como" scrive il Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia, che ha partecipato all'operazione.
"I 12 componenti della banda non erano di certo degli sprovveduti" sottolineano i carabinieri. "Basti pensare che, nel corso di uno degli ultimi sopralluoghi, inconsapevoli di essere costantemente monitorati dagli investigatori della Compagnia di Cerignola, della Polizia del Commissariato della Polizia Cantonale di Chiasso e dai Carabinieri delle Compagnie di Abbiategrasso e di Como, sono stati "visti" intercettare le frequenze dei vari allarmi a protezione del caveau con un sofisticatissimo congegno elettronico di ultima generazione, appositamente acquistato con un "investimento" di 40'000 euro".
L'arresto è infine arrivato proprio nel momento in cui, dopo svariate ore di appostamento nei boschi a ridosso dell'obiettivo dei criminali, la banda è entrata in azione per abbattere un muro della struttura, dopo aver disattivato, grazie ad un congegno "jammer" di ultima tecnologia, gli svariati sistemi di allarme della ditta.
In manette sono finiti cinque componenti della banda: Fabio Natale T. (classe 1978), Loreto T. (classe 1966), Teodato V. (classe 1978), Federico M.(classe 1990) e Savino Z. (classe 1968). Altri cinque erano riusciti ad allontanarsi, ma sono stati bloccati dai carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso, nel cui comune era stata individuata la loro base logistica. Si tratta di Antonio C. (classe 1975), Giuseppe D.F (classe 1985), Franco C. (classe 1975), Gerardo C. (classe 1993) e Antonio S. (classe 1991), tutti pregiudicati. I cinque malfattori, di ritorno dalla Svizzera dopo il fallimento del colpo, sono stati sorpresi dai militari della locale Compagnia Carabinieri, guidati dai Carabinieri del centro ofantino che intanto seguivano costantemente tutti i loro movimenti, a bordo di una Fiat Punto e di una Fiat 500 rubate nelle settimane precedenti nell’hinterland milanese.
Nel comasco, invece, i Carabinieri della Compagnia di Como, sempre guidati dagli investigatori cerignolani, hanno individuato in un parcheggio un TIR, al cui interno hanno identificato ulteriori due pregiudicati cerignolani, la cui posizione è tuttora al vaglio degli inquirenti. Si pensa che il camion sarebbe dovuto servire ai malfattori per trasportare l’intero bottino, del valore di svariati milioni di euro, grazie ad una serie di vani appositamente ricavati all’interno del rimorchio.
Sono tuttora in corso ulteriori indagini, volte all’individuazioni di ulteriori complici, fiancheggiatori e basisti.
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