
Era il 15 gennaio scorso quando la BNS annunciò a sorpresa di aver abolito la soglia minima di cambio tra franco ed euro.
Una notizia shock che fece sprofondare nel panico non pochi operatori economici, tra i quali in prima fili i cambisti.
Molti di loro avevano infatti in cassa grosse scorte di euro, che in un solo giorno si erano così svalutate del 20%.
Quel 15 gennaio molti cambisti, impauriti dai fortissimi sbalzi del mercato dei cambi, abbassarono le serrande dei propri negozi, in attesa di conoscere gli sviluppi della situazione.
E ci fu chi, già il giorno successivo, chiuse definitivamente un proprio punto vendita.
Come Eurolandia, società che da oltre 20 anni ha la sua sede a Ponte Tresa, che licenziò due dipendenti e chiuse per sempre il proprio negozio nel Gambarogno, a Dirinella.
Per sempre, però, solo secondo le parole del titolare, che in quei giorni aveva forse un po' troppo ceduto al panico.
Infatti una decina di giorni dopo il negozio di Dirinella ha riaperto i battenti.
E oggi, a un mese e mezzo di distanza dall'abolizione della soglia e con un cambio tra franco e euro ormai stabilizzatosi attorno all'1,07, si può dire che il panico si sia definitivamente dissolto.
Ce lo conferma lo stesso titolare di Eurolandia. "Chi aveva un portafoglio in euro, come noi, ha perso molto. Ma adesso che gli sbalzi sono finiti stiamo recuperando, gli affari vanno di nuovo bene" ci dice.
Al contrario di quanto affermava in gennaio, ora il titolare di Eurolandia sostiene che la BNS "ha fatto bene ad abolire la soglia."
Il titolare conferma inoltre l'avvenuta riapertura del negozio di Dirinella e ci spiega di aver già potuto riassumere, per ora al 50%, uno dei due dipendenti licenziati.
Certo, il futuro resta incerto, ma i cambisti sono tornati a guardare in avanti con ottimismo.
AS
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