
La lettera inviata dal vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis all'eurodeputato tedesco Markus Ferber, vicepresidente della commissione parlamentare degli affari economici e monetari, in cui l'ex primo ministro lettone dichiara che le trattative sull'asse Berna-Bruxelles non sono avanzate abbastanza da permettere un'estensione dell'equivalenza borsistica svizzera oltre dicembre 2018 (vedi articolo suggerito) ha suscitato le prime reazioni politiche anche alle nostre latitudini.
Il consigliere nazionale UDC Marco Chiesa ha infatti inoltrato un'interrogazione urgente con cui chiede lumi su questo stallo al Consiglio federale. "L’eventuale rifiuto del riconoscimento dell'equivalenza da parte delle autorità europee alla Borsa svizzera non porta evidentemente sulla compatibilità delle norme e dei regolamenti - evidenzia Chiesa - Si tratta a tutti gli effetti di un'inaccettabile misura di ritorsione nei confronti del nostro Paese per la lentezza dei negoziati nell'ambito dell'accordo istituzionale tra la Confederazione elvetica e l'UE".
Chiesa pone pertanto le seguenti domande al Consiglio federale:
• Corrisponde al vero che il Vicepresidente della Commissione europea ha confermato per iscritto che il riconoscimento dell'equivalenza della borsa elvetica non dev'essere prorogato oltre il mese di dicembre 2018?
• il CF è ancora fiducioso in una soluzione di questa vertenza?
• il CF è pronto ad affrontare l’eventuale sospensione del riconoscimento dell’equivalenza della Borsa Svizzera dal 1° gennaio 2019?
• il CF ha preparato delle contromisure per fronteggiare una tale decisione arbitraria da parte della Commissione europea? Ed è pronto a metterle in atto?
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