
Non vi è stato alcuno scontro tra il Dipartimento delle Istituzioni ed il DECS in merito al caso dei due bambini equadoregni scolarizzati all'inizio di questo autunno nel Gambarogno e poi rientrati con i loro padri in Spagna.
Lo scrive il Governo, rispondendo a due atti parlamentari che erano stati presentati rispettivamente da Carlo Lepori (PS) e Matteo Quadranti (PLR) per chiedere chiarezza su quanto effettivamente avvenuto.
Nella risposta, pubblicata oggi dal Giornale del Popolo, il Consiglio di Stato si dice rammaricato per la lettura non veritiera della vicenda fornita da alcuni media.
A detta del Governo, non vi fu alcuna opposizione tra Norman Gobbi e Manuele Bertoli, che operarono in modo "convergente" e non "antitetico".
"Il Consiglio di Stato si rammarica del fatto che la convergenza di queste competenze sia stata intesa da taluni come uno scontro tra i due consiglieri di Stato responsabili, ciò che non corrisponde alla realtà. Il Consiglio di Stato ribadisce pertanto che DI e DECS hanno fatto capo a competenze parallele, non antitetiche, che sono affidate dalla legislazione in materia di stranieri, da un lato, e da quella sul diritto all'istruzione scolastica di base, dall'altro" si legge nella risposta governativa.
Il Governo respinge pure le accuse di aver promosso durante la settimana di vacanze dei morti una ricerca intensiva dei due bambini equadoregni e dei loro genitori. Nella risposta agli atti parlamentari si legge infatti che "sono stati gli stessi genitori ad annunciarsi agli uffici della sezione degli stranieri per ricevere informazioni sul loro soggiorno, decidendo poi di partire."
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