
In Svizzera 80mila persone convivono con l’epatite C o B, ma la metà di loro non sa di averla contratta; in Ticino, si stimano 5mila casi di epatiti C croniche, in parte non noti e con tasso superiore alla media nazionale. Per la giornata mondiale contro l’epatite, cui aderisce la rete Strategia Svizzera contro l’epatite - coordinata nella circostanza dal ticinese prof. dott. Andrea de Gottardi, epatologo all’Inselspital di Berna - l’Epatocentro di Lugano diretto dal prof.dott. Andreas Cerny, coadiuvato ‘ad hoc’ dal dott. Lorenzo Magenta, offre alle persone a rischio la possibilità di sottoporsi a un test di accertamento-prelievo gratuito, in collaborazione con il laboratorio d’analisi Synlab, fino al 30 settembre.
Per un controllo preventivo del rischio si fa capo al sito www.epatite-svizzera.ch: chi otterrà un’indicazione positiva, riceverà un buono da utilizzare nei vari laboratori partner o nei centri di depistaggio partner in tutta la Svizzera e, in Ticino, appunto all’Epatocentro luganese (in via Soldino 5).
"Chi si è esposto a una situazione a rischio o nutre dubbi in proposito, dovrebbe assolutamente sottoporsi a un test. Solo così saremo in grado di fare una diagnosi precoce e di intervenire con una terapia adeguata, al fine di prevenire le gravi conseguenze dell’epatite", nota il prof. De Gottardi evidenziando che l’epatite C e B può essere curata o guarita, ma la metà di chi ha contratto il virus non lo sa: di conseguenza, se non diagnosticata e non curata, la malattia può avere gravi conseguenze come la cirrosi epatica o il cancro del fegato, che potrebbero richiedere un trapianto. Molte persone, inoltre, soffrono di stanchezza, difficoltà di concentrazione o manifestano altri sintomi con pesanti ripercussioni sulla qualità della vita.
Il sito nazionale precisa che le annate considerate a maggior rischio di contrazione dell’epatite C spaziano dal 1950 al 1985, in specie per chi (tra l’altro) ha avuto un trattamento ospedaliero con trasfusione di sangue o di emoderivati prima del 1990; si è iniettato o ha sniffato droga; si è sottoposto a tatuaggi e piercing effettuati in condizioni igieniche inadeguate e precarie. Da parte sua, l’epatite B si trasmette anche attraverso rapporti sessuali non protetti.
Nel mondo, 400 milioni di persone convivono con l’epatite virale; 1,4 milioni i decessi ogni anno (1 milione quelli causati dall’HIV); in Svizzera, la mortalità per epatite supera di 5 volte quella per HIV); tra le possibili conseguenze vi è pure lo sviluppo di diabete e malattie cardiovascolari; l’infezione è sovente asintomatica e non viene quindi diagnosticata per molto tempo. Da qui, l’utilità del test gratuito proposto da Strategia svizzera e dai suoi partner; obiettivo: eradicare l’epatite virale, in Svizzera, entro il 2030.
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