
La scelta è infine ricaduta sul progetto di uno studio d’architettura di Firenze per l'ampliamento dell'Ospedale Civico di Lugano. Una decisione che da alcune forze politiche ticinesi è stata accolta con irritazione, tra chi parla apertamente di “offesa al Cantone”, chi di "Prima i nostri" e chi annuncia un’imminente interrogazione.
Ma come hanno reagito gli architetti ticinesi? Lo abbiamo chiesto al vicepresidente dell’Ordine ingegneri e architetti del Cantone Ticino Marco del Fedele e al vicepresidente dell’Associazione Studi d'Ingegneria e Architettura Ticinesi Luca Pagnamenta.
“È un scelta che rispetta le regole, il concorso aveva una portata internazionale– spiega del Fedele - A volte vince uno studio del posto, a volte no”.
“La prima sensazione che si può avere è che in un momento difficile come questo si introduca una nuova difficoltà. Difficoltà che vedo anche per il committente, che introduce uno studio non abituato alle dinamiche cantonali. Uno studio locale si sarebbe magari più facilmente integrato, anche nel lungo periodo (ad esempio per eventuali modifiche del progetto)”.
“Le opere architettoniche, nella storia, sono spesso realizzate anche da fuori”, conclude. “Se non si vuole arri a queste situazioni bisogna introdurre dei paletti a monte. Il resto sono emozioni”.
Si può parlare di “bocciatura” per il nostro Cantone? “No, alla fine in questi 12 studi gli architetti ticinesi sono ben rappresentati”.
“Si è trattato di un concorso internazionale, fa parte delle regole del gioco – afferma dal canto suo Pagnamenta – La nostra Associazione si è battuta per un concorso che inizialmente non era previsto. Non vedo il problema, le regole erano queste”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

