Eoc: “C’è preoccupazione, non allarme”
I ricoveri sono in aumento anche in Ticino e l’Eoc, forte della lezione imparata lo scorso anno, si prepara. Al momento, però, la situazione è sotto controllo
di Radio3i/daco
Eoc: “C’è preoccupazione, non allarme”
© CdT/Gabriele Putzu

È di ieri la notizia che le terapie intensive del Canton Zurigo sono piene, travolte dall’impennata di contagi. In altri cantoni, la situazione non è molto più rosea. Il Ticino fa eccezione, ma le strutture ospedaliere cantonali si stanno preparando a un eventuale peggioramento della situazione, anche perché i ricoveri crescono pure da noi.

Lezione dallo scorso autunno
“Pur non essendo in uno stato paragonabile a quello della Svizzera nord-orientale, la curva dei ricoveri è in aumento anche in Ticino”, spiega a Ticinonews Paolo Ferrari, capo Area medica dell’Eoc. “Questa situazione riflette quanto visto l’anno scorso durante la seconda ondata, con un mese di ritardo”. L’esperienza insegna: “Dobbiamo tenerci pronti: c’è preoccupazione e non allarme, però occorre lavorare in anticipo”.

Regionalità
L’anno scorso i casi Covid che necessitavano di cure ospedaliere erano curati alla Carità di Locarno e alla Moncucco di Lugano. Poi si è passati a un dispositivo suddiviso fra più ospedali: con l’aumento di casi e ricoveri è possibile che si torni al vecchio sistema? “Non contiamo di andare in questa direzione”, risponde Ferrari. In effetti, spiega il capo Area medica dell’Eoc, “avevamo considerato che una vasta copertura vaccinale avrebbe permesso di tenere sotto controllo il numero di ospedalizzazioni, con solo il 60% di ricoveri rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”. I pazienti Covid restano quindi curati nell’insieme degli ospedali ticinesi.

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