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Sanità
EOC, "boom" di pazienti nel 2023
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
2 anni fa
Sul fronte finanziario, l’Ente Ospedaliero Cantonale chiude l’anno con un attivo di poco superiore ai 3 milioni di franchi, ottenuto tuttavia solo grazie all’impiego di parte del fondo di accantonamento.

Si conferma il trend di aumento negli ospedali EOC dei pazienti in degenza , che nel 2023 sono stati oltre 44mila. Crescono sensibilmente le prestazioni ambulatoriali (637mila, +5,9% rispetto al 2022) e sale il fatturato (930 milioni di franchi, di cui 662 milioni ridistribuiti nell’economia ticinese). Sono i principali dati dello scorso anno riguardanti l’Ente Ospedaliero Cantonale e presentati questa mattina in conferenza stampa.

I ticinesi non vanno a farsi curare Oltralpe

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione EOC Paolo Sanvido e il Direttore Generale Glauco Martinetti hanno sottolineato l’accresciuta fiducia dei ticinesi nella sanità cantonale. “La percentuale di residenti in Ticino curati in ospedali fuori cantone è tra le più basse in assoluto”, ha sottolineato Sanvido. “Appena il 5,6%, il valore più basso dopo Ginevra (4,6%) e Berna (5,4%)”. Nel canton Zurigo, ad esempio, i residenti che si curano altrove sono il 10,5%. È vero che ‘residenti ospedalizzati nel proprio cantone’ non significa che siano stati curati tutti nelle strutture EOC, “ma ci accontentiamo di un ‘quasi tutti’ e volentieri condividiamo con tutte le realtà ospedaliere i meriti di un successo che è di tutta la sanità ticinese”.

Le urgenze

Altro dato significativo per l’EOC “è quello del numero di ingressi ai nostri Pronto Soccorso, che nel 2023 ha superato le 133mila unità”, ha sottolineato Martinetti. Una cifra che indica come in Ticino l’EOC si faccia carico “quasi totalmente della medicina d’urgenza, così come è l’unico a garantire la cura di pazienti colpiti da ictus cerebrale, infarto del miocardio, arresto cardiaco, o con politraumi”.

L’aspetto economico

Sul fronte finanziario, l’EOC chiude l’anno con un attivo di poco superiore ai 3 milioni di franchi, ottenuto tuttavia solo grazie all’impiego di parte del fondo di accantonamento, a fronte di un risultato di esercizio (EBIT) in perdita per 18,8 milioni. Un risultato “che ci deve far riflettere, anche se non va drammatizzato”, ha osservato Martinetti. La crescita dei costi per effetto inflazionistico “ha messo a dura prova il nostro bilancio, come quello di tutti, famiglie e imprese”. L’impennata dei costi per l’energia (+ 95%), in particolare, “ha innescato una dinamica al rialzo generalizzato dei prezzi, mentre da anni le tariffe ospedaliere non vengono rivalutate in rapporto all’inflazione, tanto che oggi per non poche prestazioni possiamo tranquillamente parlare di sottofinanziamento”, ha concluso il Direttore Generale.

 

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