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Enzo Crotta: "Siamo in attesa, ma va male"
Enzo Crotta: "Siamo in attesa, ma va male"
Enzo Crotta: "Siamo in attesa, ma va male"
Redazione
9 anni fa
Il titolare della Crotta SA parla del futuro, sempre incerto: "Impieghi a rischio". E ribadisce: "È stato un sabotaggio"

Dopo la bufera scoppiata a seguito del servizio di Patti Chiari sulle "verdure indigeste", presso la Crotta SA vige un clima di incertezza per ciò che riserva il futuro. I lavoratori hanno ripulito lo stabilimento, ma molte incognite restano aperte. "Sta andando male, molto male” ci risponde Enzo Crotta, titolare della ditta di Muzzano. “Mi dispiace per i miei collaboratori, il cui impiego è ora a rischio, e per i miei clienti, con i quali ho costruito negli anni un rapporto di fiducia.”

Dopo la sospensione dei rifornimenti da parte della grande distribuzione (Coop, Migros, Manor), una parte dei dipendenti dovrà immancabilmente essere licenziata. Una 40ina in totale i collaboratori impiegati presso l'azienda, ma a pagarne le conseguenze saranno molti di più, spiega Crotta. “Saranno circa 300 le persone a cui mancherà qualcosa da mangiare, contando anche le famiglie e collaboratori esterni”.

E ristabilire la fiducia e la credibilità con i clienti non è cosa semplice. “Siamo in contatto, ma per ora ancora nulla si muove”. Crotta sta pure aspettando una risposta dall’Ufficio del lavoro per capire come andare avanti, visto che è anche in corso un’indagine nell’ambito del caporalato. Nel frattempo i lavoratori “restano a carico mio. Costeranno quello che costano”.

Crotta reputa ancora oggi di essere stato vittima di un sabotaggio. “In più di 1'000 analisi effettuati dal laboratorio cantonale e dalle grandi aziende, mai una volta si sono riscontrati problemi di igiene. Le immagini sono state montate ad arte. C’è anche da considerare il fatto che non tutte le verdure erano destinate negli scaffali dei supermercati, ma anche per i capi di bestiame. Ora sono demoralizzato". 

Contadino di vecchio stampo, Crotta dice non di non essersi mai concesso un giorno di vacanza in oltre 40 anni, ammettendo pure di essere “malato del lavoro”. Ripete di essere dispiaciuto per i suoi operai a causa di quei “mantenuti dall'assistenza” che hanno tirato fuori il caso. “Rovinano aziende che hanno pagato fior di milioni, sia in stipendi che in fatto di tasse. Il mondo cambia, se noi diamo retta solo alla gente che è stata mantenuta dallo Stato, siamo rovinati”.

“Potrò aver sbagliato qualcosa anch’io” ammette alla fine. "Nessuno è perfetto. E ho rispetto dei miei collaboratori, sono miei amici. Se sono ancora con me dopo 40 anni, vorrà pure dire qualcosa".

LS

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