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Ticino
"Entro il 2018 Lugano ripartirà"
Redazione
12 anni fa
I conti 2013 sono peggiori del previsto, occorreranno nuovi tagli. Ma il sindaco Borradori è fiducioso

Che la perdita sarebbe stata ingente non era un mistero. Già negli scorsi mesi il Municipio di Lugano aveva più volte lanciato l'allarme: "il peggior consuntivo di sempre" aveva dichiarato il capodicastero finanze Michele Foletti parlando dei conti 2013.

Da oggi pomeriggio c'è l'ufficialità: il Comune di Lugano ha chiuso il 2013 con un disavanzo di gestione corrente di 49,92 milioni di franchi, contro i 46,73 milioni iscritti a preventivo. Per fare un paragone, nel 2012 il disavanzo era stato di quasi 35 milioni.

Un peggioramento dovuto soprattutto al calo del gettito d'imposta. Nel preventivo erano infatti stati iscritti 209,73 milioni, ma nelle casse comunali ne sono giunti solo 203 (143 dalle persone fisiche, 60 dalle persone giuridiche).

È andata meglio del previsto, invece, nell'ambito degli investimenti, soprattutto grazie alla vendita ai privati di un piano dell'autorimessa del LAC, per circa 10 milioni di franchi. Nel preventivo erano stati iscritti investimenti netti in beni amministrativi per 106,41, cifra che a consuntivo è scesa a 87,5 milioni (114,2 milioni di uscite e 26,7 milioni di entrate).

L'esercizio 2013 evidenzia inoltre un autofinanziamento negativo di 11,15 milioni di franchi, in linea con il 2012 quando era stato di 11 milioni. Un risultato migliore alle previsioni (erano stati iscritti 19,61 milioni), ma che comunque obbliga la Città a fare capo a prestiti bancari per sopperire al fabbisogno a corto termine di gestione corrente. "Questa situazione è contraria ad ogni norma di buona gestione finanziaria" afferma il Municipio.

Impressionante, poi, la crescita del debito pubblico, salito da 405,9 a 543,92 milioni, con un aumento di 138,02 milioni in un solo anno. Un aumento strettamente connesso con il già citato autofinanziamento negativo, che impone il ricorso a prestiti bancari per la copertura anche di spese correnti. Crolla, parallelamente, il capitale proprio, sceso da 141,87 a 94,94 milioni. "La situazione è estremamente seria" afferma il Municipio.

Municipio che parla di crisi di natura strutturale e non congiunturale. Negli ultimi anni sono venuti a mancare nelle casse comunali circa 40 milioni di gettito proveniente dalle banche e per il prossimo futuro non si prevedono miglioramenti. "La debolezza, per non dire la pochezza, del gettito delle banche ci accompagnerà anche nei prossimi anni" sostiene l'Esecutivo.

"Non ha aiutato" aggiunge il Municipio "l'atteggiamento del Cantone che ha sistematicamente riversato oneri e compiti verso i comuni, senza rendersi conto che gli aberranti sistemi di calcolo perequativi avrebbero creato degli scompensi tali da mettere in difficoltà quei comuni che trainano l'economia locale."

In ogni caso il Municipio intende proseguire sulla sua rotta. "La manovra iniziata nel 2014 continuerà anche negli anni 2015 e successivi, con la differenza che - se nel 2014 abbiamo operato attraverso ottimizzazioni e riduzioni dei costi, attuando anche una prima seppur limitata serie di interventi sulle prestazioni erogate - già con il preventivo 2015 si dovrà inevitabilmente intervenire maggiormente anche in questo ambito."

Il sindaco Marco Borradori si dice comunque ottimista per il futuro. "Resta realistico l'obiettivo di riportare Lugano alla progettualità entro il 2018."

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino, questa sera al TG delle 18.45.

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