
«L’attuale configurazione dell’accesso all’A2 garantisce, a giudizio del Consiglio di Stato, un livello di sicurezza adeguato?». È una delle domande contenute nell’interrogazione presentata da Claudio Isabella (Centro) che chiede lumi al governo cantonale in merito all’entrata autostradale di Biasca. Cofirmatari sono Alessio Ghisla (Centro), Sem Genini (Lega dei ticinesi), Alessandro Corti (Centro), Maura Mossi Nembrini (Più Donne).
«Un tratto critico della rete viaria»
«È notizia recente», si legge, «l’ennesimo incidente verificatosi presso l’entrata/uscita dell’autostrada A2 a Biasca. Negli ultimi anni questo svincolo è purtroppo già stato teatro di numerosi episodi analoghi, tra cui: febbraio 2026; dicembre 2025; settembre 2021; marzo 2021 e ottobre 2019. Si tratta senza dubbio, di un tratto critico della rete viaria. La visibilità è limitata, la conformazione dell’incrocio genera confusione negli utenti e le auto provengono da più direzioni con velocità spesso elevate. A rendere la situazione ancora più problematica vi è il fatto che, negli ultimi anni, sono stati spenti anche i lampioni lungo tutto lo svincolo autostradale, riducendo ulteriormente la visibilità in un punto già di per sé complesso.»
«Serve un'attenta analisi orientata alla tutela dell’incolumità pubblica»
«Le conseguenze di questa combinazione — scarsa illuminazione, geometria sfavorevole e traffico veloce — si riflettono nei ripetuti incidenti registrati nel tempo. Molti di essi hanno provocato feriti, importanti disagi al traffico e dinamiche potenzialmente molto gravi», viene ancora spiegato nell'atto parlamentare. «È solo per circostanze favorevoli che, finora, non si sono verificati esiti tragici. Il rischio zero non esiste, ma sarebbe è importante assumersi le responsabilità e prevenire situazioni evidentemente pericolose». La popolazione della regione, «così come gli utenti dell'autostrada, manifesta crescente preoccupazione per le condizioni dello svincolo. L’incidente più recente ha ulteriormente accentuato tali timori, confermando la percezione diffusa di un tratto pericoloso e bisognoso di interventi. Poiché la responsabilità della gestione e della manutenzione dell’infrastruttura autostradale ricade sull’Ufficio federale delle strade (USTRA), è fondamentale comprendere la posizione del Consiglio di Stato e se esso intenda attivarsi presso le autorità competenti affinché vengano valutati e, se necessario, adottati interventi migliorativi». La sicurezza «non può essere affidata esclusivamente a valutazioni statistiche o algoritmiche e non devono essere delle macchine a stabilire se un tratto sia pericoloso. È necessaria invece un’attenta analisi politica e tecnica, orientata alla tutela dell’incolumità pubblica».
Le domande
«In questo senso, si chiede al Consiglio di Stato di rispondere in modo approfondito, evitando di scaricare responsabilità o competenze e assumendo pienamente il ruolo istituzionale che gli compete».

