
“Il Cantone si affida da diversi anni a enti esterni per la gestione dei richiedenti l’asilo”, ovvero a “organizzazioni già consolidate, di comprovata esperienza nella gestione dei migranti, che possono contare su figure professionali con competenze certificate, che, a dipendenza dei mandati emanati da parte del Cantone, svolgono attività specialistiche diversificate.”. Lo ha ribadito il Consiglio di Stato nel rispondere a un’interrogazione inoltrata il 23 giugno 2017 dal deputato leghista Massimiliano Robbiani.
Il granconsigliere, lo ricordiamo, aveva presentato il suo atto parlamentare su quella che aveva definito la "guerra del volontariato" iniziata, a suo dire, quando la già candidata al Consiglio nazionale Lara Robbiani-Tognina si era detta "arrabbiata perché secondo lei i mandati e successivi sussidi alle associazioni caritatevoli vengono sempre assegnati a Caritas anziché alla sua associazione DaRE" e quando l’allora deputata Lisa Bosia Mirra, in un post su Facebook, aveva lamentato che i mandati di questo settore fossero “attribuiti automaticamente a Caritas, Croce Rossa e Sos-Ticino”, una prassi da lei definita “un tantinello autoreferenziale” (vedi articoli suggeriti).
Il Governo ha spiegato che, ai sensi della Legge sull'asilo (LAsi), il Dipartimento della sanità e della socialità, e per esso la Divisione dell’azione sociale e delle famiglie e l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, è competente per concedere le prestazioni assistenziali ai sensi del citato regolamento. La Divisione e l’Ufficio possono delegare ad enti autonomi pubblici o privati l’adempimento di questo compito, mediante la stipulazione di un contratto di prestazione.
In Ticino, “Croce Rossa Svizzera (CRS) Sezione Sottoceneri si occupa della gestione dei richiedenti l’asilo alloggiati nei centri collettivi di Cadro, Paradiso, Arbedo-Castione e dal 1 settembre 2017 la PCi di Camorino (sospeso a luglio 2019), mentre Soccorso Operaio Svizzero (SOS) Sezione Ticino segue con un accompagnamento sociale i richiedenti che vivono negli appartamenti”. Infine, “Caritas Ticino vanta a sua volta una consolidata esperienza gestionale nell’ambito della migrazione” e la collaborazione con il Cantone “nasce dall’esigenza di coordinare i vari gruppi operanti nell’ambito dei richiedenti l’asilo, ognuno caratterizzato da una tipologia specifica di prestazioni e da una distribuzione geografica variegata”. La collaborazione tra il Cantone e questi partner “ è regolamentata da contratti di prestazione distinti”.
Il Governo ha inoltre evidenziato come gli enti con i quali il Cantone collabora per l’accompagnamento sociale, l’integrazione e la presa a carico dei richiedenti l’asilo debbano “sottostare a una serie di criteri a livello di struttura organizzativa e dimostrare una solida esperienza nel settore dell’asilo per svolgere il proprio operato in modo affidabile”. Ogni anno, inoltre, vengono stabiliti dei risultati attesi, qualitativi e quantitativi, che i mandatari devono raggiungere e giustificare.
Per quanto riguarda i costi, il Governo ha spiegato che il contratto con CRS per il biennio 2017/18 prevedeva un importo fisso di 5.milioni per il 2017 e 5.9 milioni per il 2018, destinato a gestire 390 posti disponibili sulle 4 sedi oltre al riconoscimento delle prestazioni agli ospiti. Il contratto stipulato con SOS Ticino, invece, è suddiviso in tre settori differenti per il biennio 2018/2019: l’accompagnamento dei richiedenti l’asilo e ammessi provvisoriamente (1.2 milioni all’anno), il servizio di accompagnamento e consulenza sociale per l’integrazione degli ammessi provvisori e dei rifugiati (0,5 milioni all’anno) e le misure di integrazione per persone al beneficio di ammissione provvisoria e di rifugiati riconosciuti (0.8 milioni all’anno). Per quanto riguarda il contratto con Caritas Ticino, per il periodo da maggio 2017 a dicembre 2018 l’importo complessivo erogato è stato di 0.22 milioni di franchi.
La Confederazione riconosce ai Cantoni dei forfait mensili per ogni richiedente l’asilo attribuito limitatamente a 7 anni dall’entrata in Svizzera per le persone con un’ammissione provvisoria ma non rifugiate e a 5 anni per le persone ammesse provvisoriamente e rifugiate, oppure al beneficio della protezione dell’asilo. Questi forfait comprendono la copertura dei costi di vitto, alloggio e spese sanitarie. Ai Cantoni è inoltre riconosciuto un forfait individuale (una tantum) destinato all’integrazione per ogni persona che ottiene un’ammissione provvisoria oppure il riconoscimento dello statuto di rifugiato, che ammontava a 6’000 franchi per aumentare a 18'000 franchi nel corso del 2019.
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