
Due persone molto vicine a Davide Enderlin sono state interrogate ieri a Lugano dalla Procura nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolto il consigliere comunale ex PLR.
Lo scrive oggi il Corriere del Ticino, precisando che si tratta di un consulente e faccendiere luganese, subentrato nel ruolo di amministratore unico nella maggior parte delle società precedentemente gestite da Enderlin, e di una cantante lituana domiciliata nel Luganese, attiva pure nel ramo della ristorazione, già in passato più volte accostata al consigliere comunale.
Gli interrogatori di ieri fanno seguito alle perquisizioni di martedì nell'edificio di via Zurigo 35 che ospita la sede di almeno una settantina di società riconducibili all'attività finanziaria di Davide Enderlin, nonché quella della Pallavolo Lugano, a sua volta presieduta dal 42enne.
Non si sa ancora cosa sia emerso da quelle perquisizioni, né dai successivi interrogatori. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore pubblico Andrea Minesso, che ha eredito l'incarto alla dimissionaria Natalia Ferrara Micocci, stanno indagando da una parte sul fallimento della Pramac Swiss di Riazzino (di cui Enderlin era presidente), dall'altra sulle denunce di almeno due ex clienti di Enderlin, residenti in Ticino, desiderosi di conoscere il destino dei risparmi a lui affidati. Le ipotesi di reato nei confronti di Enderlin, tutte ancora da provare, sono quelle di amministrazione infedele, bancarotta fraudolenta, frode nel pignoramento e diminuzione dell'attivo in danno dei creditori.
Davide Enderlin, ricordiamo, si trova tuttora a Como con l'obbligo di dimora, senza quindi poter far ritorno in Svizzera, dopo un periodo nel carcere genovese di Marassi e un altro agli arresti domiciliari a Savona. L'obbligo di dimora scade il prossimo 22 novembre e non si sa ancora se in seguito a quella data la misura verrà a cadere o se gli inqurenti italiani ne chiederanno un prolungamento.
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