
Da sabato mattina Davide Enderlin si trova agli arresti domiciliari a Savona, in un'abitazione dove potrà essere visitato soltanto dalla famiglia, e per il momento non potrà lasciare l'Italia. Questo per evitare una sua eventuale fuga a Lugano. Come svizzero, infatti, diventerebbe impossibile per gli inquirenti italiani riportarlo in Italia.
Enderlin sembra comunque aver convinto, o almeno in parte, la sua estraneità alle operazioni finanziarie illecite ai magistrati titolari dell'inchiesta, come ha sostenuto fino dal suo primo giorno dell'arresto, avvenuto il 22 maggio scorso. Il 42enne rimane tuttavia indagato e dovrà rispondere di concorso in truffa e riciclaggio per 21 milioni di euro malversati ai danni della Carige Vita Nuova.
Nel frattempo, a Lugano, la notizia della sua scarcerazione è stata accolta in modo positivo, anche se restano diversi interrogativi, soprattutto in casa PLR. L'arresto di Enderlin ha avuto infatti anche ripercussioni in politica, visto il suo ruolo di consigliere comunale.
In un'animata seduta dello scorso 10 giugno, il partito aveva discusso a lungo e, in attesa di ulteriori sviluppi dell'inchiesta, aveva deciso di attendere altri 3 mesi prima di prendere provvedimenti. Nonostante anche diverse critiche, è prevalsa la linea della prudenza e della presunzione d'innocenza.
E ora la scarcerazione di Enderlin pone il partito, che da diverse settimane si trova in doppia inferiorità numerica visto anche il congedo maternità di Stefania Cavadini, di fronte a nuove domande. La presidente della sezione luganese Giovanna Viscardi ha dichiarato al Corriere del Ticino che interpreta questo nuovo sviluppo come "un passo avanti, anche se non significa ancora un granché: si tratta pur sempre di un regime di detenzione".
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