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Ticino
Emolumenti ai membri del CdA AIL, Storni: «Cifre semplicemente esagerate»
Redazione
2 ore fa
L'eco delle remunerazioni percepite dai membri del consiglio d'amministrazione di AIL è arrivata fino a Palazzo federale – Il Consigliere nazionale Bruno Storni: «Queste aziende pubbliche non dovrebbero agire come aziende private»

L'eco degli emolumenti percepiti dai membri del consiglio d'amministrazione di AIL è arrivata fino a Palazzo federale. Parliamo di una somma tra gli ottanta e i novantamila franchi nei primi sei mesi del 2026 per il presidente, e di una tra i settanta e gli ottanta per il vice. Cifre, queste, che Ticinonews ha svelato una settimana fa e che hanno provocato più di una reazione politica. Cifre che, secondo il consigliere nazionale Bruno Storni sono «semplicemente esagerate».

Aziende pubbliche che agiscono da aziende private

«Trovo che queste aziende, che sono comunque aziende pubbliche, che fanno un servizio pubblico, non dovrebbero agire come un'azienda privata, o un'azienda che genera utili per gli azionisti. Naturalmente, possono permettersi poi anche degli emolumenti al consiglio d'amministrazione. È una struttura da SA privata, orientata al profitto». Non bisogna dimenticare, inoltre, che all'interno dei CdA delle aziende pubbliche – e AIL non fa eccezione – i membri sono eletti in quota partitica e non soltanto per le proprie competenze nel settore. «I partiti propongono i propri rappresentanti che non sempre sono competenti, per esempio, nel commercio di energia elettrica», osserva Storni. «Chiaramente anche il Partito Socialista ha i suoi rappresentanti sia nell'AIL che nell'AET. Quindi, dal momento che le regole sono queste, il Partito Socialista ha messo a disposizione una persona che appunto riceve poi questo emolumento. A me disturba un po' l'importo, proprio perché è un'azienda pubblica», sottolinea il consigliere nazionale, spiegando che proprio in questo senso, «bisognerebbe rivedere un po' gli importi». 

Tempo di cambiare rotta

Ma per quale motivo c'è così tanto riserbo attorno ai compensi di CdA e ai vertici di aziende pubbliche e, quindi, di proprietà dei cittadini? Per Bruno Storni, in parte, è «la politica ticinese». «Credo, però, che siano molte le aziende non quotate in borsa che non pubblicano queste informazioni. Trovo che per un'azienda comunale, in mano al 100% al Comune, sarebbe corretto pubblicare queste informazioni». Per il consigliere nazionale, insomma, sarebbe decisamente ora di cambiare rotta. «Bisognerebbe arrivare a mettere insieme più aziende, perché non ha senso, in Ticino, avere Sopracenerina, AIL e AMB. Basti pensare che Zurigo ha un'azienda unica della città, e ha addirittura degli impianti idroelettrici nei Grigioni che gli appartengono, dove il direttore ha lo stipendio limitato a circa 250.000 franchi all'anno. Ricordo che della Sopracenerina, quando i dati erano pubblici, si sapeva che il direttore, tra stipendio di base e tra bonus e oneri sociali costava 470.000 franchi.