
“Si vogliono evitare ripercussioni sul personale, cercando soluzioni e concordandole con sindacati e personale”. Così ci spiega l'avvocato Emilio Bianchi, presidente di Lugano Airport SA, sulla situazione attuale dello scalo luganese. Di questa mattina la notizia che l’aeroporto si trova in serie difficoltà. E le cifre parlano chiaro: si tratterebbe di una perdita di 700mila franchi nel 2008 e per l’anno in corso, di un “buco” di un milione, come ha scritto oggi la Regione. Ma ci sono delle priorità in questa situazione, ci spiega ancora Bianchi. La prima, innanzitutto, è quella di “evitare qualsiasi licenziamento”. La seconda di “non introdurre una riduzione effettiva del lavoro, ma trovare altre forme che possano contenere questi costi”. “Sono note già da tempo le difficoltà dell’aeroporto”, ci dice Lorenzo Jelmini, sindacalista Ocst. “Il nostro sindacato assieme ad Unia e Sev, ha già avuto modo di incontrare la direzione dell’Aeroporto. Innanzitutto per poter venire a conoscenza della reale situazione e per valutare assieme quali possono essere le misure condivise da portare avanti”. A breve ci spiega Jelmini, ci sarà un incontro tra direzione, i tre sindacati e il personale. “I dipendenti verranno riuniti in assemblea per poter discutere della situazione. Assieme troveremo e porteremo davanti alla direzione quelle che sono le nostre rivendicazioni e i nostri passi che vogliamo ulteriormente fare”. “Per quanto ci concerne - gli fa eco il sindacalista di Unia Gabriele Milani -, siamo contro ogni licenziamento e vedremo di avanzare delle proposte che vadano verso soluzioni che non prevedono licenziamenti”. E sul futuro dello scalo? “Non possiamo evidentemente influenzare la situazione economica globale - termina Bianchi -. Le prospettive sulle tradizionali destinazioni sono sempre positive. Se vi sarà una ripresa economica tranquilla, sono abbastanza ottimista; evidentemente ci vorrà uno sforzo di marketing da parte dell’aeroporto”. Ora non resta che aspettare l’incontro tra le parti in causa e capire se l’aeroporto di Lugano-Agno riuscirà ancora a… decollare.
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