Cerca e trova immobili
Ticino
"Eliminiamo le soglie minime di accesso all'aiuto agli studi"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
4 anni fa
Tramite un'iniziativa parlamentare elaborata 4 deputati chiedono di modificare la legge: "Un aiuto anche di soli 1’000/1'500 franchi può fare la differenza".

Modificare la legge sugli aiuti allo studio (LASt) per eliminare le soglie minime di accesso all'aiuto agli studi. È quanto propongono, tramite un'iniziativa parlamentare elaborata, i deputati Giorgio Fonio e Alessio Ghisla de Il Centro, nonché Maristella Polli e Nicola Pini del PLR.

Com'è la situazione attuale

Attualmente l’aiuto agli studi viene versato ai beneficiari solamente se questo risulta di almeno 1'000 franchi per formazioni di grado secondario II e di 1'500 franchi per formazioni di grado terziario. Per i quattro granconsiglieri questa norma "è penalizzante perché la legge ha definito che nonostante il cittadino abbia diritto ad un aiuto, non raggiungendo gli importi minimi sopra indicati questo non può venir erogato", sottolineano nell'iniziativa.

"Un aiuto può essere estremamente importante"

Con la modifica di legge si vuole quindi eliminare "questa distorsione dal momento in cui, un aiuto, seppur minimo, può essere estremamente importante per chi oggi se ne vede privato". A titolo di esempio i 4 parlamentari citano alcuni costi al di sotto delle soglie minime, che pesano sulle famiglie ticinesi e che potrebbero essere coperti dall'aiuto: la retta semestrale della Supsi (800 franchi) e dell'USI (2000 franchi), così come l'abbonamento arcobaleno annuale per un giovane di Seseglio che studia alla Supsi di Manno (1269 franchi) e per un giovane di Acquarossa che studia all'USI di Lugano (1057 franchi).

Un Cantone toccato dal fenomeno della povertà

I deputati ricordano infine la situazione in cui versa il nostro Cantone che, stando allo studio "Situazione economica e sociale della popolazione" pubblicato a marzo 2022, figura tra quelli maggiormente toccati dalla povertà. "I dati pubblicati indicano come in Ticino quasi un quarto delle persone (24.4%) vive al di sotto della soglia di rischio di povertà (in Svizzera la percentuale è del 15.4%)", scrivono i granconsiglieri. "Non solo, anche il tasso di deprivazione ci vede ben al di sopra della media nazionale dal momento in cui in Ticino si fissa al 10.8% contro il dato Svizzero che si fissa al 4.3%. In questo contesto appare evidente che un aiuto anche di soli 1’000/1'500 CHF possa fare una seppur minima differenza per le famiglie con figli agli studi", concludono Fonio, Ghisla, Polli e Pini.