
"Il preventivo 2017 presenta un disavanzo d’esercizio di -34,8 milioni, mentre il debito pubblico si assesterà attorno ai 2 miliardi di franchi. Le spese aumentano e si è ancora lontani da un equilibrio finanziario, tanto più che, nei prossimi anni, verranno a cadere diverse entrate", scrive il deputato leghista Gianmaria Frapolli in una mozione inoltrata oggi.
Per Frapolli le finanze pubbliche cantonali non sono ancora sanate e occorrono misure "rigorose e concrete" per migliorare il bilancio sul lungo periodo. "Il Cantone non può permettersi di navigare a vista, sono ancora troppi gli sprechi".
"Nell’Amministrazione cantonale si continua a spendere troppo e le risorse disponibili non vengono utilizzate in modo efficace. Con la presente mozione si vuole attuare, all’interno dell’ Amministrazione, un “piano di razionalizzazione” per eliminare gli sprechi e allocare meglio le risorse".
Frapolli propone un intervento urgente sul numero degli uffici pubblici: "I doppioni vanno eliminati ed è necessario riconsiderarne la distribuzione sul territorio, al fine di creare un rete più snella che garantisca un servizio più efficiente".
"D’altro canto è giunta l’ora di avere il coraggio di ridurre il numero di funzionari per mezzo del prepensionamento: solo in questo modo si potrà risparmiare in maniera concreta, dando al contempo spazio ai giovani. Un’Amministrazione più giovane e dinamica avrà dei costi ridotti per i cittadini e permetterebbe un’offerta di servizi migliori".
Fatte queste premesse, il deputato chiede al Consiglio di Stato di eliminare gli uffici pubblici in esubero ("che creano solo costi e burocrazia per cittadini e imprese"), di ridurre "il costoso personale dirigente" con dei prepensionamenti per "lasciar spazio a dipendenti giovani, attivi e più dinamici", di promuovere il merito tramite scatti legati alla produttività e non solo all'anzianità di servizio, di predisporre uno studio volto a individuare e quantificare gli edifici in esubero, di ridurre gli spazi occupati dall'amministrazione con l'introduzione di “open space” come nel privato e di mettere conseguentemente a reddito gli spazi lasciati liberi.
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