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Ticino
“Eliminare le disparità di genere nel linguaggio burocratico”
“Eliminare le disparità di genere nel linguaggio burocratico”
“Eliminare le disparità di genere nel linguaggio burocratico”
Redazione
7 anni fa
È quanto chiedono alcuni deputati in un'interrogazione al Consiglio di Stato

“Come noto ricorrono quest’anno i 50 anni dalla concessione alle donne del diritto di voto in Ticino. Certo si è fatto molto, e in vari ambiti, per modificare la mentalità e tendere a raggiungere la parità di genere nei diritti politici, in quelli salariali e legali tra uomini e donne, ma ancora molto resta da fare.” Iniza così l’interrogazione parlamentare congiunta inoltrata al Governo dai deputati Matteo Quadranti, Nicola Pini, Natalia Ferrara, Fabio Käppeli (PLR), Sara Beretta Piccoli (PPD) e Tamara Merlo (Più Donne).

“Nell’ambito della parità tra uomo e donna si può sempre migliorare e ottimizzare, con attenzione e sensibilità, talvolta a costo zero, anche in piccole cose come ad esempio nel linguaggio legale e nella prassi burocratica“ sottolineano i deputati, portando all’attenzione del Consiglio di Stato alcuni esempi di linguaggio burocratico discriminatorio nei confronti sesso femminile.

Nelle conclusioni, i deputati PLR chiedono all’esecutivo se non pensi che sia opportuno eliminare le denominazioni legali e amministrative sessiste che ancora sono presenti nelle attività dello Stato, se su questa tematica intenda dare incarico ai vari Servizi dell’amministrazione di verificare e correggere al loro interno la terminologia e la modulistica, e se non ritenga che sia necessario proporre alla Confederazione le modifiche legislative volte ad eliminare questa disparità di genere nel linguaggio laddove ancora sussista.

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