
Il tema dei rumori assordanti provocati dagli elicotteri e il mancato rispetto delle regole da parte delle compagnie di trasporto (in particolare sugli orari e sui limiti di altezza sopra l'abitato) sono stati recentemente sottoposti all'attenzione del Governo in un'interrogazione inoltrata da quattro deputati (Paolo Pamini, Roberta Soldati e Daniele Pinoja dell’UDC e Giancarlo Seitz della Lega dei ticinesi), insieme al Guastafeste di Losone Giorgio Ghiringhelli. Un testo nel quale si chiedeva di chiarire le regole per l’impiego di elicotteri su suolo cantonale vista la confusione tra ordinanze federali, decreti legislativi cantonali e ordinanze municipali. “Mancano chiare direttive ai Comuni sulle loro possibilità di intervento”, facevano notare gli interroganti, che lamentavano un peggioramento della situazione sul fronte dell’inquinamento fonico prodotto dagli elicotteri.
Pronta la legge
Ora il Governo, si legge nella sua risposta, ha fatto sapere di aver licenziato pochi giorni fa all’attenzione del Gran Consiglio una legge cantonale in materia di navigazione aerea (LCNA), volta proprio a definire le poche competenze e procedure riservate al diritto cantonale (l’aviazione civile è infatti di competenza federale). È stato inoltre allestito un progetto di regolamento di applicazione (RLCNA), che sarà formalmente adottato dopo l’approvazione della relativa legge. Un progetto che permetterà di abrogare un decreto esecutivo del 1987, che l'UFAC aveva già invitato ad abrogare nel 2015 e per cui gli interroganti chiedevano se fosse ancora in vigore. A tal proposito il Consiglio di Stato ha fatto sapere di averlo modificato, “rendendolo conforme alle normative del diritto federale”. Una modifica che permette di evitare "un vuoto normativo a livello di competenze". Per Ghiringhelli è un motivo di vanto: "L’interrogazione ha colpito nel segno, contribuendo a far uscire dai cassetti del Cantone un progetto di legge che ammuffiva da almeno un decennio".
I margini di manovra del Cantone
Nella sua risposta il Consiglio di Stato precisa che, vista la competenza federale, “sussistono residui margini di manovra con cui tentare di evitare eccessi e per minimizzare l’impatto fonico” degli elicotteri sulla popolazione. Per il Governo la strada da intraprendere è quella della “concertazione con le imprese di trasporto, piuttosto che la messa in atto di forme di boicotto o pressioni di altro tipo, provvedimenti peraltro di dubbia legalità”. Ai Municipi resta la competenza di concordare gli atterraggi esterni in zone residenziali a scopo di lavoro con le compagnie di trasporto, definendo per esempio gli orari e i giorni di lavoro. Non possono tuttavia vietarli in modo assoluto poiché il diritto federale prevede che in caso di disaccordo tra l’impresa di trasporti e l’Esecutivo sia l’UFAC a decidere. Il proprietario del fondo interessato da atterraggi esterni ha in ogni modo la facoltà di subordinare il permesso di utilizzo del suo fondo da parte delle ditte di trasporto al rispetto di determinate condizioni.
Il compito di vigilanza
Per quanto riguarda la vigilanza sul rispetto delle norme vigenti (il precedente decreto affidava il compito ai Municipi, alle polizie cantonali e comunali e all'Ufficio dell'aeroporto cantonale), il Consiglio di Stato precisa che “ogni abuso deve essere segnalato all’UFAC”. Per Ghiringhelli questo punto rimane però ancora da chiarire: non è infatti chiaro a chi tocca fare le segnalazioni, per esempio in caso di sorvoli al di sotto della quota di 300 metri sopra gli abitati. Ai cittadini o alle istituzioni? Per questo motivo ha già preso contatto con la Deputazione ticinese affinché si ottengano risposte da Berna.
Una campagna di sensibilizzazione
Infine, per sensibilizzare maggiormente sulla tematica, il Cantone ha avviato anche una campagna rivolta alle aziende di trasporto con elicottero affinché rispettino le prescrizioni federali applicabili, soprattutto in tema di quote di volo e di rotte.

