
Siamo entrati nell'ultima settimana prima delle elezioni e, soprattutto, dei risultati.
Dopo la lunga campagna elettorale, fatta di aperitivi, discorsi, interviste e molti chilometri attraverso il Ticino, come vivranno i candidati questi giorni? Hanno qualche rito scaramantico? È troppo presto per pensare eventualmente ai festeggiamenti, oppure organizzare prima porta sfortuna?
Il Consigliere di Stato leghista Claudio Zali, subentrato a legislatura in corso al compianto Michele Barra, è confrontato col primo vero riscontro delle urne. "Trascorrerò la settimana lavorando come sempre" racconta. "Non sono una persona che lascia spazio alle emozioni. Ho la sensazione di aver fatto il lavoro che mi proponevo di svolgere in questo anno e mezzo, dunque sono intimamente convinto che raccoglierò il consenso necessario a proseguire l'avventura in Consiglio di Stato."
Il candidato leghista si dice "tranquillo e sereno" e non ha riti scaramantici particolari, salvo un programma che non ha ancora comunicato. "Ho preparato un programma articolato in 16 o 17 punti per i prossimi quattro anni ma sinora l'ho tenuto per me, ne parlerò con chi di dovere all'interno del mio Dipartimento quando sarà necessario. Non imposto il lavoro del prossimo quadriennio prima di essere certo dell'elezione, o meglio, l'ho preparato ma lo comunicherò solo a tempo debito."
Per la giornata di domenica non ha ancora programmi definiti. "Ci sarà una grigliata organizzata da un gruppo di sostenitori, poi probabilmente sarò nella sede della Lega. Non ho preparato feste, c'è poco tempo e non sappiamo ancora quanto ci sarà da festeggiare... Nel caso, ci sarà tempo dopo."
Anche Christian Vitta, candidato per il PLR, non ha riti propiziatori. "Non sono scaramantico. Affronterò l'ultima settimana cercando di avere ancora alcuni contatti e partecipando agli ultimi eventi, oltre a dedicare, ovviamente, del tempo anche al lavoro."
"Sono sereno, so di aver dato tutto quello che potevo" aggiunge. "Non bisogna comunque abbassare la guardia e si deve lavorare sino all'ultimo, poiché, secondo le previsioni, il risultato finale sarà tirato e il secondo seggio si giocherà su poche schede."
La campagna elettorale è stata lunga e impegnativa. "Lo sono sempre tutte. Si è continuamente sollecitati e sotto pressione, oltre ad avere il proprio lavoro da non trascurare. Serve essere preparati su ogni tema, anche se su questo sono avvantaggiato essendo capogruppo in Gran Consiglio."
Vitta non ha ancora organizzato in dettaglio la giornata di domenica. "Ad inizio pomeriggio starò con la mia famiglia, poi man mano che arriveranno i risultati un gruppo di miei sostenitori si radunerà alla sala multiuso di Sant'Antonino. La campagna coinvolge emotivamente più persone, è una bella condivisione, sperando in un buon risultato!"
Secondo il candidato socialista Henrik Bang, "la campagna è finita. Questa è solo la settimana prima del momento. Avrò ancora qualche appuntamento elettorale, ma il grosso è fatto ed ora ci affidiamo agli elettori."
"Sono tranquillo, rilassato e ottimista. Per il partito, prima di tutto. Il week end elettorale in altri cantoni è andato bene, i socialisti hanno tenuto e questo ci dà fiducia, inoltre la decisione del Tribunale Federale sull'amnistia cantonale, che ci dà ragione al 100%, è arrivata al momento giusto. Incarniamo, come recita il nostro slogan, l'alternativa, la componente sociale. Spero in una leggera avanzata. A livello personale ho buone sensazioni, chiaramente non è facile scalzare un ministro, però più si riesce a stuzzicare Manuele Bertoli meglio è. Ho avuto la fortuna di aver potuto vivere una campagna elettorale senza grandi pressioni, con tanti sacrifici ma dove ho conosciuto molte realtà e persone, oltre a ricevere numerosi attestati di stima. E neppure un attacco anonimo! Siamo riusciti come lista a imbastire un discorso di squadra, comunque è pur sempre una gara e meglio ci si piazza più si è contenti."
Bang, che oggi festeggia il compleanno, passa alle promesse. "Se arrivo sul podio, stapperò una bottiglia qualsiasi, se sarò secondo passerò alla champagne, mentre in caso di prima posizione Magnum per tutti!"
A riprova della sua serenità, il candidato del PS avrebbe volentieri passato la domenica sulle piste da sci. "Farò qualcosa in famiglia, all'insegna del relax. Poi verso le 16 ci troveremo col partito. La mia compagna mi ha detto che per fortuna esistono i cartelloni, la tv e la radio così in questi mesi mi ha potuto vedere e sentire. Comunque, prima di iniziare ne avevamo discusso, e sapevamo a che cosa andavamo incontro. Anzi, ora si chiede come farà dato che sarò sempre a casa..."
Giorgio Fonio, in corsa per il Consiglio di Stato per il PPD, vivrà una settimana piena di impegni dettati dal suo lavoro di sindacalista. "Sono impegnato su più fronti. Ad ogni modo, per quanto riguarda la campagna elettorale penso che quel che è fatto è fatto. Gli elettori sono stati bombardati da interviste, pubblicità e post su Facebook, ormai si sta già votando ed è giusto che lo si possa fare senza essere tempestati da messaggi."
Ci sarà qualche rito scaramantico in casa Fonio durante la settimana? "Nulla. Solo la festa, nel senso che non è stato preparato nulla. Se sarà il caso, si organizzerà in fretta qualcosa." Qualcosa da festeggiare sarebbe "un buon risultato per il Consiglio di Stato e l'elezione in Gran Consiglio", confessa molto realisticamente e modestamente Fonio. "Trascorrerò la domenica con la famiglia e gli amici più intimi, schiacciando in continuazione il tasto 'aggiorna' sino a slogarmi le dita per vedere i risultati. Ogni volta è un dramma, si impazzisce nel cercare novità!"
Sul fronte della Destra, anche Paolo Pamini, in lizza per il Governo, si definisce "molto rilassato. Non sono scaramantico, e neppure seguo riti occulti, tipo voodoo agli avversari! L'unica cosa è aver aspettato a organizzare un'eventuale festa. Nel mio caso, potrebbe essere lunedì, poiché onestamente sarà difficile entrare in Governo. Domenica mi troverò con i compagni di lista dopo aver passato del tempo in tranquillità coi famigliari, mentre lunedì sarò al lavoro, e ogni tanto getterò un occhio sui risultati."
"Non sono nervoso" prosegue "perché ormai non dipende più da noi, si può esserlo riguardo a eventi che possiamo controllare. Sono soddisfatto di quanto fatto. Avevo due obiettivi: l'elezione, su cui come detto non ho più nessun potere, e far circolare un modo nuovo di pensare. Se quello non fosse riuscito, sarebbe stata colpa nostra poiché non avremmo lavorato al meglio, invece le idee sono circolate, raccogliendo come normale che sia reazioni positive e negative. Penso per esempio alla mia proposta di far pagare i permessi ai frontalieri oppure ad una lanciata qualche giorno fa riguardo la costruzione di un'autostrada a due piani fra Chiasso e Lugano Nord. Sarebbe uno stimolo per un investimento di un miliardo e 600mila franchi, con una SA in cui la cittadinanza potrebbe investire guadagnando il 5% dei dividendi. Oltretutto, la mia campagna è costata poco, 6500 franchi di cui 5000 da versare come candidato, dunque di fatto solo 1500."
Salutandolo, gli diciamo che ci risentiremo dopo i risultati, e Pamini scherza: "con lacrime o sorrisi? In ogni caso, si dovranno accogliere sempre in modo positivo."
La candidata dei Verdi del Ticino all'Esecutivo, Maristella Patuzzi, sta vivendo bene questo periodo pre elettorale. "Ho sempre pensato al 19 aprile come a un punto di partenza e non di arrivo, per questo non mi sono angosciata eccessivamente negli ultimi mesi. I cittadini hanno avuto tutte le informazioni e gli strumenti, forse troppi, per poter fare liberamente e compiutamente la loro scelta. Io, in quanto giovane candidata ho cercato di apprendere e di conoscere e approfondire da vicino le varie problematiche del Ticino. Forse sono rimasta un po' dietro le quinte, ma questo perché sono una persona umile, che ama affrontare le sfide."
Patuzzi non apprezza i soldi spesi da altri candidati. "Ho trovato esagerata la spesa da parte di alcuni partiti e candidati e non mi piace l'eccessiva promozione di se stessi. La popolazione è stanca di sentirsi dire che non si può fare, il nostro slogan infatti è 'sì che si può'. I Verdi del Ticino hanno fatto molto nell'ultima legislatura e io sono a disposizione per fare altrettanto, con impegno, nella prossima."
Anche lei non ha preparato nulla. Come battuta, le diciamo che, avendo impostato una campagna a costo zero, potrà organizzare una mega festa. "Qualcosa si farà in qualsiasi caso. A dire il vero, è sempre bello riunirsi con i Verdi, è una festa ogni volta." Per usare una metafora cara al suo lavoro di musicista, "siamo un'orchestra di persone che suonano bene insieme".
A livello scaramantico, sabato sera ci sarà una cena fra i cinque candidati dei Verdi. "La domenica, invece, sono invitata alla sede del partito a Bellinzona e ci andrò ben volentieri, incrociando le dita".
PB
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