Ticino
Elezione dei procuratori pubblici, Bernasconi: "Se saranno Camponovo e Losa, sarà ricorso al Tf"
Redazione
11.03.2024 11:48

Foto: Immagine d'archivio/Gonnella
All'origine della sua decisione, l'avvocato cita due "carenze e irregolarità procedurali" che permettono di fondare un ricorso al Tribunale federale.
Non si placano le polemiche attorno
all’elezione dei due nuovi procuratori pubblici in sostituzione delle partenti Pamela Pedretti e Marisa
Alfier. La nomina, lo ricordiamo, dovrebbe avvenire oggi in Gran Consiglio.
L’ultimo capitolo della vicenda, in ordine di tempo, lo ha scritto l’avvocato Paolo Bernasconi, che ha preannunciato l’introduzione di un
ricorso al Tribunale federale contro l’eventuale elezione da parte del Parlamento
dei due candidati prescelti da parte della Commissione “giustizia e diritti”, ovvero Alvaro Camponovo (quota Lega) e Luca Losa (quota PS).
A garanzia del buon funzionamento
del sistema di elezione, in particolare, dei candidati alla funzione di
procuratore pubblico, il Gran Consiglio ha previsto di affidare a una
commissione cantonale di selezione la verifica delle qualità personali e
professionali dei candidati, scrive Bernasconi.
I due nomi che sono stati proposti dalla Commissione parlamentare
“giustizia e diritti” “sono stati giudicati idonei da parte della suddetta
commissione, ma la procedura di selezione è stata giuridicamente viziata per
due motivi”.
Le motivazioni
Come primo motivo, Bernasconi cita il
fatto che “perlomeno due dei membri della suddetta commissione di selezione si
sarebbero dovuti ricusare per interessi e relazioni personali collegate ai due
candidati prescelti”. In secondo luogo, la qualifica di idoneità formulata “ha
tenuto conto di elementi estranei alla sua competenza, ossia la ripartizione
fra partiti politici, così come confermato pubblicamente in un’intervista da
parte del membro della commissione Mauro Dell’Ambrogio”.
“Irregolarità procedurali”
Secondo Bernasconi, “queste due
carenze e irregolarità procedurali permettono di fondare un ricorso al Tribunale
federale facendo valere due diritti previsti dalla Costituzione federale svizzera e precisamente: il divieto di arbitrio previsto dall’articolo
nove e la garanzia della verifica giudiziaria
prevista dall’articolo 29a”.

