
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato un anno fa da Romana Lafranchi Sala a nome del gruppo Altra Cadenazzo contro il Regolamento sulle prestazioni contrattuali con i gestori delle reti di approvigionamento elettrico elaborato dal Municipio e approvato dal Consiglio comunale.
Il regolamento, che consentiva al Comune di addossare ai cittadini le spese per l'illuminazione elettrica pubblica, è quindi stato annullato.
A riferirlo è La Regione, spiegando che secondo il Governo il regolamento "disattende i principi della casualità ed equivalenza".
Il Consiglio di Stato ritiene infatti che non esista alcun nesso tra il costo dell'illuminazione pubblica e del relativo utilizzo e il consumo di energia dei cittadini. Le tasse causali, scrive il Governo, devono rispettare i principi della copertura dei costi e della proporzionalità. Ciò che non era il caso con il regolamento voluto dal Municipio di Cadenazzo con l'obiettivo di recuperare gli introiti mancanti con la caduta della cosiddetta privativa.
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