
Si infittisce il mistero riguardo la partenza del piccolo Eitan, unico sopravvissuto della strage del Mottarone, dall’aeroporto di Lugano-Agno. Oggi la Procura di Pavia ha fatto spiccare un mandato di cattura internazionale per il nonno, accusato di rapimento per aver sottratto il nipote alla custodia della zia e averlo portato in Israele. Nella ricostruzione del Gip, l’automobile dell’uomo avrebbe potuto raggiungere indisturbata lo scalo del Luganese pur essendo stata controllata da agenti della Polizia cantonale alle 14.10 di quell’11 settembre. Polizia cantonale che avrebbe lasciato proseguire “l’auto in maniera del tutto inopinata”, scrive la magistratura italiana.
Le autorità ticinesi continuano però a negare di aver eseguito controlli, come già comunicato ai media poco dopo l’accaduto. Da noi interpellato, il Ministero pubblico ci ha risposto che “non risultano i controlli della Polizia cantonale a cui fanno riferimento le autorità italiane”. Alla nostra domanda se la magistratura italiana abbia effettivamente interpellato le autorità ticinesi in merito, il Ministero risponde che: “L’incarto al momento è ancora aperto. Sono già stati eseguiti degli accertamenti per chiarire e ricostruire le circostanze del passaggio sul territorio ticinese del bambino. Trattandosi di approfondimenti che si trovano ancora in una fase esplorativa, è prematuro fornire ulteriori informazioni”.
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