
La presa di posizione del presidente della DISTI Enzo Lucibello sulle vendite natalizie nel commercio al dettaglio in Ticino - definite le peggiori di sempre a causa della concorrenza dell'Italia e di internet - ha già suscitato una prima reazione ufficiale.
È quella del sindacato UNIA, il cui responsabile del settore terziario Giangiorgio Gargantini risponde per le rime al rappresentante della grande distribuzione che vuole "reinventare il settore".
"Egregio presidente Enzo Lucibello, quando si accetta che nei negozi ticinesi si lavori a 3'100 fr (lordi!) al mese (salari previsti dal teorico CCL del settore del commercio al dettaglio ticinese) allora si accetta che la gente vada a fare la spesa dove può permetterselo, su internet o oltre frontiera" afferma il sindacalista UNIA. "E non si fanno discorsi moralisti che colpevolizzano la clientela, che si ritrova quindi "cornuta e mazziata"!"
"La questione centrale è quella del potere d'acquisto, e non la si risolve con "prima i nostri" o aperture prolungate" prosegue Gargantini. "La prova: le uniche formule che funzionano sono quelle dei saldi e degli sconti, ordinari o da "venerdì nero" che siano!"
"Certo, queste azioni non si possono prolungare ad eternam, ma allora invece di diminuire i prezzi, aumentiamo i salari, cosi la gente potrà di nuovo comprare nei negozi ticinesi e favorire l'economia locale" afferma ancora Gargantini. "Si vuole "reinventare il settore"? Facciamolo, ma se si vuole fare seriamente non si scelgono gli interlocutori ma si discute con tutti coloro che sono veramente rappresentativi di un settore economico e di un territorio che ha urgente bisogno di un vero impegno collettivo."
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