
«Educazione sessuale sì, ma non così». È con queste parole che si apre un comunicato di AIAP, l'Alleanza per un'infanzia e adolescenza protette, che lancia una petizione rivolta al Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), alla Commissione per l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole (CEAS) e al Consiglio di Stato. L'obiettivo è quello di chiedere la sospensione temporanea del nuovo percorso obbligatorio sull'educazione affettiva e sessuale nella scuola ticinese, la pubblicazione integrale dei materiali usati per la formazione, l'introduzione del consenso informato dei genitori in materia di educazione sessuale. Di più, AIAP chiede l’opzionalità per la partecipazione dei docenti al corso online. Per l'alleanza, «l'obbligatorietà, equiparabile a un’implicita accettazione forzata dei contenuti e dei valori che trasmette, non sia giustificabile». Per questo motivo, è necessario che prima avvenga un dibattito pubblico.
«Pur condividendo la necessità di prevenire gli abusi, contrastare il bullismo e promuovere relazioni rispettose, AIAP-Ticino ritiene che tali obiettivi non debbano essere mischiati con contenuti controversi riguardanti l'identità di genere, l'orientamento sessuale, la fluidità di genere, la transizione di genere, la pornografia, la contraccezione d'emergenza e l’aborto», viene sottolineato nella nota. E ancora: «La prevenzione degli abusi è un obiettivo fondamentale che merita il sostegno di tutti. Proprio per questo motivo AIAP-TICINO ritiene necessaria una netta speparazione da temi relativi a visioni antropologiche, etiche ed educative su cui l’opinione pubblica non è unanime».
Di conseguenza, l'Alleanza chiede l'istituzione di una commissione di verifica pluralista, indipendente e interdisciplinare, il rispetto della libertà di coscienza per le famiglie e per i docenti in fatto di visioni antropologiche e valoriali. AIAP-Ticino sottolinea anche che il dibattito scientifico e pedagogico su molti aspetti dell'educazione sessuale, dell'identità di genere e dello sviluppo dei minori è tuttora aperto; particolare prudenza e rispetto del pluralismo sono d’obbligo.
La petizione, disponibile al link https://www.openpetition.de/dsjzc , è aperta a cittadini, genitori, docenti, educatori e ad ogni persona interessata alla scuola ticinese.

