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Bellinzona
Educazione sessuale, "ci sono delle lacune in Ticino?"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
4 anni fa
Un gruppo interpartitico ha inoltrato al Consiglio di Stato un'interrogazione per fare chiarezza su come il Cantone sta affrontando il tema dell'educazione sessuale all'interno delle scuole. Quesiti che nascono dalla vicenda del direttore arrestato lo scorso settembre.

“Educazione sessuale nelle scuole: come viene garantita la qualità?”. È questa la domanda dell’interrogazione interpartitica inoltrata al Consiglio di Stato da Matteo Buzzi (primo firmatario) ed altri esponenti di Verdi, PS, PC, PLR, Lega dei Ticinesi e Più Donne. Quesito che, viene spiegato, “nasce dalla vicenda del direttore arrestato lo scorso settembre, che durante la sua formazione aveva proposto un percorso didattico sull’educazione affettiva e sessuale all’interno delle lezioni di latino del terzo anno della scuola media”.

L’educazione sessuale nelle scuole elvetiche

Seguendo quanto deciso dal Consiglio federale, viene spiegato nell’interrogazione, in Svizzera “l'educazione sessuale dovrebbe essere proposta secondo un approccio olistico, ovvero utilizzando un linguaggio adeguato all'età e allo sviluppo e basato sui diritti sessuali, e di promozione della salute". In Ticino, le linee guida approvate dal Dipartimento Educazione Cultura e Sport e da quello della Sanità e della Socialità, dicono che “l’educazione sessuale coinvolge tutta la comunità educativa: quadri scolastici, docenti e genitori”. La vicenda legata al direttore 39enne arrestato lo scorso 7 settembre, come detto,pone numerosi interrogativi sulla formazione proposta al corpo insegnante per occuparsi di questo importante compito quale l’educazione sessuale”, scrivono i granconsiglieri, soprattutto per quanto riguarda le lezioni di educazione sessuale da lui proposte durante l’anno scolastico 2017/18”.

"Pensiamo siano presenti delle lacune in Ticino"

Nel 2021, in risposta a un’interpellanza sull’educazione sessuale nelle scuole, il Cantone indicava che “il DECS intende mettere a disposizione ulteriori strumenti per supportare corpo docente e famiglie in questo compito educativo che coinvolge tutti”. Mentre a livello federale, il Consiglio nazionale il 29 settembre 2022 ha accettato il postulato “Analisi degli standard relativi all'educazione sessuale nelle scuole in Svizzera”. Documento che, si legge, “porterà il Canton Ticino a rispondere sull’attuazione dell’educazione sessuale a scuola e su come si adopera per garantire il rispetto degli standard nazionali”. Ma il caso del direttore arrestato porta i firmatari a presupporre che “siano presenti delle lacune in materia”.

Le domande poste al Consiglio di Stato

1. Com'è attuata l'educazione sessuale in Canton Ticino da un punto di vista sia quantitativo che qualitativo nei diversi ordini scolastici?

2. Come viene formato il corpo insegnante per occuparsi dell'educazione sessuale a scuola nella formazione iniziale? Quante ore sono previste? Sono obbligatorie? Nella formazione continua cosa viene proposto? Si tratta di corsi obbligatori?

3. Quali sono le misure proposte al corpo insegnante per adempiere ai loro compiti in materia di educazione sessuale? Quali aiuti concreti sono a disposizione per dare loro sostegno in questo compito (ad esempio: materiali, coinvolgimento degli enti specialistici esterni per l'educazione sessuale)?

4. La strategia adottata a seguito dello scioglimento del GLES II prevede di rafforzare il ruolo degli enti specialistici esterni (ad esempio, i Consultori di salute sessuale dell’Ente ospedaliero cantonale) per sostenere il corpo insegnante nel loro ruolo, come avviene in altri Cantoni in Svizzera? Quali enti o professionisti/e esterni/e (ad esempio, sessuologi/ghe) sono autorizzati/e ad intervenire nelle scuole per svolgere gli interventi di educazione sessuale? C'è un budget a disposizione? In caso affermativo quest’ultimo è sufficiente?

5. Qual è il sistema di controllo qualitativo e quantitativo sull’educazione sessuale fornita a scuola (ad esempio: monitoraggio del numero di interventi eseguenti da enti specialistici esterni, numero medio di ore assegnate al corpo insegnante per occuparsi dell’educazione sessuale, copertura completa dei temi da affrontare secondo gli Standard dell'OMS per l'Europa in base alle fasce d'età)?

6. Quando è previsto l'aggiornamento, la pubblicazione e l'introduzione delle nuove raccomandazioni operative?

7. Quali risorse finanziarie sono consacrate all'educazione sessuale?

8. Il modello attuato nella Svizzera romanda ha dimostrato la sua efficacia, perché il Canton Ticino non se ne ispira (cfr. rapporto peritale relativo al postulato Regazzi 14.4115)?

9. Esiste un'offerta regolare di formazione per i genitori in materia di educazione sessuale?