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Ticino
Educazione sessuale anche sotto i 9 anni. È giusto?
Redazione
11 anni fa
I consiglieri nazionali ticinesi commentano la bocciatura dell'iniziativa "Protezione della sessualizzazione nella scuola dell'infanzia e nella scuola elementare"

“Sextoy e simili nella scuola dell’infanzia e nelle prime due classi della scuola elementare devono essere ritirati”. È questo il principio che ha accompagnato l’iniziativa popolare “Protezione della sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare”, che ha raccolto 104mila firme e che è stata bocciata ieri dal Consiglio nazionale con 134 contro 36. Solamente alcuni deputati UDC si sono espressi a favore dell’iniziativa, che vuole lasciare ai genitori il compito dell’educazione sessuale e morale dei bambini.

Stando al comitato promotore dell'iniziativa, del quale fanno parte anche la consigliera nazionale ticinese Roberta Pantani (Lega) e il banchiere Michele Moor (già PPD e già UDC), la scuola materna dovrebbe offrire solamente un corso destinato alla prevenzione degli abusi, poiché l’educazione sessuale spetta esclusivamente ai genitori.

La maggioranza della Camera del popolo ha valutato il testo eccessivamente restrittivo: il divieto di impartire delle lezioni di educazione sessuale è incompatibile con il diritto dei bambini e adolescenti di ricevere una tutela della propria incolumità.

Cosa ne pensano i deputati ticinesi?

Secondo Giovanni Merlini (PLR) "è importante che ogni minore abbia l’accesso alle misure di prevenzione e lezioni di educazione sessuale, poiché esiste il rischio di vivere degli abusi anche all’interno della propria famiglia."

“Le famiglie si sono sempre occupate di questo tema e introdurre delle lezioni di educazione sessuale a bambini delle scuole elementari e dell’infanzia non è un misura giusta da applicare alla loro tenera età" sostiene invece Lorenzo Quadri (Lega). "Progetti di questo tipo servono solamente a dare un impiego a persone che insegnano qualcosa che sicuramente non può essere utile a bambini che hanno meno di nove anni, anzi. Sono d’accordo che si affronti il tema, ma solamente alle scuole medie e non prima.”

"L'iniziativa ha avuto inizialmente un impatto positivo poiché ha sollevato la problematica del caso basilese" afferma invece Marco Romano (PPD). "D'altro canto, però, sono dell'opinione che l'educazione deve rimanere un compito cantonale anche per via delle differenze culturali tra un Cantone e l'altro. Privare i bambini di un'educazione sessuale adeguata avrebbe, sicuramente, delle conseguenze negative per quanto riguarda il tema degli abusi e delle malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre, renderebbe difficile l'informazione sulla violenza sessuale."

Infine, secondo Pierre Rusconi (UDC) si tratta di "un tema estremamente delicato dal punto di vista morale ed etico. Noi eravamo a favore dell’iniziativa perché secondo noi un’educazione sessuale impartita a scuola a quell’età sarebbe un intromissione nel rapporto famigliare."

Ora la palla passa al Consiglio degli Stati.

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