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Svizzera
Educazione non violenta nel Codice civile: “Un segnale forte”
Redazione
4 anni fa
Gian Michele Zeolla, direttore dell’Associazione protezione dell’infanzia, commenta la decisione degli Stati di iscrivere tale diritto nel codice civile: “Un cambiamento importante che arriva dopo un percorso trentennale”.

Il diritto all’educazione non violenta per i fanciulli sarà iscritto nel Codice civile. Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha approvato una mozione della consigliera nazionale Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR). Per il direttore dell’associazione protezione dell’infanzia Gian Michele Zeolla si tratta di un cambiamento estremamente importante per il nostro paese che arriva dopo un percorso trentennale. “È un segnale forte e di buon auspicio”, commenta ai microfoni di Ticinonews.

Un lungo percorso

La battaglia per un’educazione non violenta si è fatta spazio a fatica e ha messo sul tavolo un tema che un tempo veniva considerato marginale e che ancora oggi risulta controverso. “L’educazione violenta per tanti anni non era neanche un problema, non se ne parlava”, ricorda Zeolla. “In questi anni abbiamo cercato di porre attenzione alla tematica, con dati empirici e dimostrazioni chiare corroborate da molti studi, che dimostrano che la violenza nell’educazione non ha nessun senso”.

Effetti a lungo termine

La futura legge sancirà un grande cambiamento, ma i frutti si vedranno a lungo termine, ritiene Zeolla. “Quello che noi auspichiamo è ciò che è accaduto in altri paesi. In Svezia, ad esempio, in 30 anni sono state quasi azzerate le statistiche relative alla violenza domestica nell'ambito educativo. Se prima il 40-50% della popolazione ricorreva a tali pratiche, oggi si stima che è allo 0%. È il frutto di un lungo percorso, ma si è iniziato ponendo un chiaro limite”.

Una migliore prevenzione

Durate il dibattito in aula la consigliera federale Karin Keller Sutter ha ribadito che le leggi in vigore sono sufficienti per proteggere bambini e adolescenti. Ma le Camere hanno deciso per un’altra rotta. “È un cambiamento necessario perché ogni bambino ha il diritto di essere protetto dalla violenza”, spiega Marina Carobbio, consigliera agli Stati. “La Svizzera ha ratificato la convenzione Onu sui diritti dell'infanzia che sancisce l'interesse superiore del fanciullo anche in ambito educativo. La mozione appena approvata rappresenta un passo importante per una migliore prevenzione di un fenomeno ancora troppo diffuso”