
Il settimo round di negoziati tra i partner sociali del settore edile non ha portato ad alcun avvicinamento sulla questione dell'orario di lavoro, hanno comunicato oggi i sindacati. Per le trattative sono previste altre due date. L'obiettivo è di raggiungere un risultato entro il 28 novembre che possa essere sottoposto agli organi decisionali, sottolineano Syna e Unia. In assenza di un risultato, dal 1° gennaio 2023 vi sarà un vuoto contrattuale. Si prevedono ulteriori mobilitazioni e scioperi a partire da quella data, avvertono.
Una mobilitazione di 15mila muratori
Il Paese vive attualmente una mobilitazione generale dei lavoratori edili. Dal 17 ottobre, 15'000 muratori sono scesi in piazza in Svizzera per protestare contro "le richieste sproporzionate degli imprenditori". Nel corso degli scioperi - svoltisi anche a Bellinzona - i muratori hanno denunciato in particolare l'intenzione dei datori di lavoro di voler rendere l'orario flessibile a oltranza, con giornate allungabili in estate e congedi forzati nei mesi invernali. Gli scioperanti non capiscono inoltre perché la Società svizzera degli impresari-costruttori (SSIC) si rifiuti di aumentare i salari, nonostante l'attuale contesto economico.
La posizione della SSIC
Dal canto suo la SSIC ha presentato ai sindacati degli adeguamenti al modello di orario di lavoro 2023+, che secondo l'associazione tiene conto "delle preoccupazioni relative alle giornate lavorative eccessivamente lunghe e che ridurranno ulteriormente il rischio che queste si verifichino". Per quanto riguarda gli aumenti salariali, la SSIC "continua a mostrare una disponibilità al dialogo e ha prospettato la possibilità di aumenti salariali nel caso di un miglioramento sostanziale del CNM per quanto attiene al modello dell'orario di lavoro". Senza questi miglioramenti però, le possibilità si attestano a un livello significativamente inferiore, avverte la SSIC. Le richieste dei sindacati di una compensazione del rincaro più un aumento salariale dell’1% non sono invece ritenute realistiche. Gli impresari costruttori vogliono tuttavia raggiungere la conclusione di un nuovo CNM. In questo senso sottolineano che il 22 e il 28 novembre si svolgeranno delle tornate negoziali aggiuntive.

