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Ticino
Edilizia: il barometro butta al bello
Redazione
16 anni fa
L’associazione degli impresari costruttori ha svolto un sondaggio tra le imprese associate per monitorare la situazione

Riprende il lavoro e si vede un po’ che aria tira. L’associazione degli impresari costruttori ha svolto un sondaggio tra le imprese associate per monitorare la situazione congiunturale dopo la pausa natalizia. Alle domande della SSIC hanno risposto circa il 70% degli interpellati.L’occupazione e le commesse, secondo lo studio, vanno bene in quanto il numero degli effettivi è sostanzialmente confermato e le riserve di lavoro si attestano mediamente a 6 mesi. Ciò lascia ben sperare anche in una probabile tenuta del settore per la seconda parte dell’anno. Determinante in tal senso, in particolare per quanto riguarda l’edilizia abitativa privata, sarà l’evoluzione dei tassi ipotecari che, malgrado il leggero rialzo subito dalle ipoteche a tasso fisso di lunga durata, auspichiamo si confermino interessanti per chi intende investire nel campo immobiliare. Sul fronte dei lavoratori, dicono gli impresari, per i circa 7'500 impiegati nel settore principale della costruzione e per i 250 apprendisti in formazione, le premesse per veder confermata la loro occupazione sono date. La concorrenza interna rimane forte, con conseguente assottigliamento dei margini di guadagno. Le imprese di costruzione dovranno perciò cercare di acquisire lavori a prezzi maggiormente remunerativi in modo da poter continuare ad investire nella formazione, nel rinnovo delle attrezzature e, più in generale, nel consolidamento della struttura aziendale. Sulla ripresa dei lavori nei cantieri dopo la pausa natalizia, invece, il 50% delle imprese di costruzione ha ripreso a pieno regime, già lunedì 10 gennaio, l’attività sui cantieri; il 33% delle ditte ha riaperto soltanto il comparto amministrativo, in attesa di schiudere i cantieri fra alcuni giorni; il rimanente 17% ha annunciato che riprenderà il lavoro d’impresa il 17 gennaio. Alcune eccezioni sono state segnalate dalle ditte che operano esclusivamente nelle regioni di montagna, dove la presenza di neve impone di rimandare la ripresa dei lavori.

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