
In una mozione inoltrata al Governo, i deputati comunisti Massimiliano Ay e Lea Ferrari chiedono di elaborare una modifica legislativa che dia allo Stato gli strumenti giuridici per espropriare ed amministrare gli edifici industriali dismessi. Questo sulla base di un modello ginevrino, in modo da essere promotore in prima persona "di un rilancio economico sostenibile sia socialmente sia ecologicamente".
"E' convinzione del Partito Comunista che occorra rilanciare le zone industriali dismesse presenti in Ticino" sottolinea il partito, che riporta le cifre di uno studio pubblicato dall’Accademia di architettura di Mendrisio nel 2016 (“Aree di attività in Ticino”), secondo cui gli edifici inattivi sarebbero poco di meno di duecento (187 per la precisione), di cui poco più di un centinaio (114) in cattivo stato. Edifici che, annota il Governo nel suo messaggio n. 7634 del 13 marzo scorso, “si concentrano principalmente nel Bellinzonese e valli (40% del totale, in particolare in Leventina e Riviera)”.
Per il partito comunista le modalità d’intervento previste dal Consiglio di Stato rischiano però di essere inappropriate, poiché si basano sulla semplice erogazione di sussidisi (a fondo perso o tramite mutui senza interessi), che possono giungere fino al 50% dei costi di studio e di realizzazione per progetti di rivitalizzazione degli edifici. "Questo modo di fare da un lato non è sufficiente a concretizzare delle ipotesi di rivalorizzazione effettiva di tali strutture, e dall’altro lascia troppa libertà a progetti speculativi che impoverirebbero ulteriormente il territorio senza dare alcuna prospettiva di sviluppo economico e sociale alle zone periferiche".
I due deputati chiedono quindi di prendere esempio dal Cantone Ginevra, che mostra una via alternativa e applicabile anche alla realtà del Canton Ticino: "Lo Stato dovrebbe aver diritto di procedere all’esproprio dei terreni e degli edifici inutilizzati per più di 5 anni. La gestione pubblica di questo patrimonio immobiliare permetterebbe allo Stato di agire in prima persona come promotore di un rilancio industriale, attirando imprese ad alto valore aggiunto e costruendo delle zone produttive innovative".
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