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Ticino
Ecoterrorismo: un ticinese a processo
Redazione
15 anni fa
Il ticinese era stato arrestato il 10 aprile 2010 assieme a due italiani. Stavano preparando un attentato contro l'IBM di Zurigo

Inizia martedì davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona il processo contro i tre presunti ecoterroristi - un ticinese e due italiani - arrestati nell'aprile 2010 mentre si accingevano a compiere un attentato contro il centro di ricerca europea dell'IBM a Räschlikon, nei pressi di Zurigo. La sentenza è prevista per venerdì. I tre dovranno rispondere di atti preparatori punibili di incendio intenzionale, occultamento e trasporto di materie esplosive e commercio non autorizzato (importazione) di esplosivi. I presunti terroristi erano stati fermati il 15 aprile 2010 durante un controllo stradale nelle vicinanze del passo dell'Albis (ZH). Nell'automobile e addosso alla passeggera erano stati sequestrati 450 grammi di esplosivo e altri oggetti che secondo gli inquirenti dovevano servire ad un attentato. Sono state inoltre scoperte 31 lettere manoscritte di rivendicazione in tedesco, nelle quali il gruppo "ELF SWITZERLAND EARTH LIBERATION FRONT" - sezione svizzera di un gruppo comunemente indicato come movimento ecoterrorista - rivendicava un attentato con esplosivo contro il centro di ricerca sulle nanotecnologie di IBM a Räschlikon, all'epoca ancora in costruzione.Durante l'inchiesta è stato appurato che i tre fermati sono entrati in Svizzera separatamente il 14 e il 15 aprile 2010. L'esplosivo sarebbe stato introdotto illegalmente dal valico di Brissago. Con un'automobile a noleggio i tre si sono poi recati verso la regione di Zurigo. Sono stati fermati a circa tre chilometri dall'obiettivo dell'attentato menzionato nella lettera di rivendicazione. Da allora i tre si trovano in carcere preventivo.Stando al rapporto annuale del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) gli imputati avrebbero strette relazioni con ambienti anarchici italiani e contatti con il gruppo Revolutionärer Aufbau Schweiz ("Ricostruzione rivoluzionaria") di Zurigo. Dopo l'arresto dei tre vi sono stati altri due attentati con pacchi bomba all'ambasciata di Svizzera a Roma, in dicembre, e agli uffici di Swissnuclear di Olten (SO), in marzo. Nelle rivendicazioni sono stati ricordati i tre sospetti "ecoterroristi", aveva annunciato il Ministero pubblico della Confederazione, senza precisare però se era inclusa anche una richiesta di liberazione. Nell'esplosione del 23 dicembre scorso nella capitale italiana è rimasto ferito un collaboratore della rappresentanza diplomatica elvetica e nell'attacco del 31 marzo sono state ferite altre due persone. ATS

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