
Il Ministero pubblico si sta muovendo. Il sostituto procuratore Andrea Balerna ha ordinato accertamenti su quanto è accaduto sul cantiere della Residenza Parco Lago a Muzzano. Di più Balerna non dice. Conferma solo di aver dato seguito alla segnalazione del Dipartimento del territorio sul degrado ambientale verificatosi nell’area del cantiere. Nel lago è stata riscontrata una presenza di sostanze in sospensione, sabbia e limo, tra le 30 e le 50 volte superiori ai limiti di legge. E sono state anche trovate tracce di idrocarburi provenienti dalle macchine di cantiere. Intanto oggi, quello che abbiamo definito l’ecoscandalo di Muzzano, si è arricchito di un nuovo capitolo, con un sopralluogo sul posto tra rappresentanti del Comune, del Cantone e dal consulente ambientale nominato dai costruttori. Ieri è scaduto l’ultimatum fissato dal cantone ai promotori, l’immobiliare DFL di Chiasso, per ripristinare l’area. Nel pomeriggio era previsto il collaudo delle misure adottate per il trattamento delle acque di scavo, che per settimane sono state scaricate nel riale Cremignone e poi nel Ceresio. Ma c’era poco da collaudare, perché poco o nulla è stato fatto. [email protected]
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