
Ecoscandalo di Muzzano, la cronostoria del Dipartimento del territorio. "Attualmente - si legge nella nota odierna del Dipartimento - è in corso a Muzzano in zona ex Casa Coray un importante cantiere per l’edificazione della nuova Residenza Parco Lago, oggetto che ha ottenuto la licenza edilizia comunale. L’esecuzione dei piani interrati, data la vicinanza al lago, ha richiesto l’abbassamento del livello della falda. Tale operazione è stata autorizzata dalla Divisione dell’ambiente il 24 settembre a una serie di condizioni". "All’inizio di novembre i servizi cantonali preposti hanno avviato delle verifiche sul cantiere di Muzzano, poiché erano stati segnalati intorbidimenti anomali delle acque del lago Ceresio e della Roggia Cremignone". "I campioni prelevati dalle acque delle tubazioni provenienti dal cantiere hanno dimostrato la non conformità di alcuni parametri all’Ordinanza federale sulla protezione delle acque. In particolare, le sostanze in sospensione (di natura minerale: sabbie fini e limo) eccedevano il limite concesso di 30-50 volte e il valore limite per gli idrocarburi totali era lievemente superato. La lettura di queste analisi ha portato quindi a un primo risultato: nelle acque provenienti dallo scavo immesse nella roggia Cremignone e nel lago vi era una importante quantità di materiale di origine naturale, con tracce di idrocarburi dovute probabilmente a perdite dei mezzi meccanici di cantiere". "A seguito dei risultati delle analisi, la Sezione protezione aria, acque e suolo (SPAAS) ha accertato sul posto che parte delle condizioni poste sia nella licenza di costruzione, sia nell’autorizzazione ad abbassare la falda, non erano state rispettate. Per questo motivo ha intimato all’istante beneficiario della licenza edilizia di procedere al risanamento della situazione entro il 26 novembre 2007". "L’impatto sull’ecosistema acquatico di questi scarichi è stato importante, in particolare per la Roggia Cremignone che, dal punto di immissione sino alla foce con il Ceresio, risulta gravemente compromessa dal materiale fine scaricato. Si può quindi supporre l’annientamento della biocenosi acquatica comprese le componenti piscicole. I servizi tecnici del Cantone dovranno valutare anche l’impatto sul lago Ceresio, aspetto meno evidente e limitato alla fascia litorale". "Nonostante l’importante danno a livello ecologico locale, l’episodio non comporta nessun rischio per la salute dell’uomo e la salubrità delle acque lacustri. Infatti, le sostanze scaricate e le loro concentrazioni non hanno alcun effetto di tossicità". "La Divisione dell’ambiente quale misura urgente ha intimato ai responsabili del cantiere la rimozione completa con effetto immediato di tutto il materiale fine attualmente depositato nell’alveo della Roggia Cremignone, con lo scopo di riportare la situazione allo stato antecedente. Parallelamente, il caso è stato segnalato al Ministero Pubblico per gli accertamenti e le valutazioni di sua competenza". "Il 27 novembre è previsto il collaudo delle misure attuate per il corretto trattamento delle acque provenienti dallo scavo. Trascorso tale termine e in mancanza di un impianto efficace per questo trattamento, sarà revocata l’autorizzazione della Divisione dell’ambiente per lo scavo e il pompaggio delle acque della falda". Il Cantone auspica "che i passi intrapresi e la collaborazione di tutti possano ricondurre a una situazione di legalità e di pieno rispetto delle caratteristiche ambientali del corso d’acque e del litorale lacustre, senza dover ricorrere a misure estreme".
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