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Ticino
Economisti si scontrano sul lockdown
Redazione
6 anni fa
Un gruppo di economisti è convinto che un nuovo confinamento sarebbe necessario. Non è dello stesso parere Baranzini: “Sono scettico. I professori di economia facciano i professori di economia”

A fronte di questa difficile situazione sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19 un gruppo di economisti è convinto che un nuovo confinamento sarebbe necessario e sostenibile. Sono infatti una sessantina di economisti e professori universitari svizzeri che hanno scritto al Governo chiedendo di chiudere tutto ancora una volta. Una soluzione reputata migliore rispetto alle attuali misure in campo. Tra i firmatari della lettera, risalta anche il professore dell’Università di Friburgo Sergio Rossi che ai microfoni di Radio3i ha commentato l’appello.

“La riflessione di base consiste nell’osservare che queste misure intraprese dal Governo federale e cantonale non hanno dato i risultati sperati”, spiega Rossi. “Le imprese soffrono, le persone si ammalano e ci sono sempre più morti, per cui bisogna adottare un nuovo regime e abbiamo visto che il primo periodo di chiusura totale ha dato dei frutti importanti”. Per questo, quindi, Rossi sostiene che “bisognerebbe riprodurre questo secondo confinamento come i paesi vicino al nostro stanno facendo con risultati migliori della Svizzera”.

Ma la questione centrale, a oggi, è l’economia. Se si dovesse istituire un nuovo confinamento, infatti, la paura è che l’economia non possa più rialzarsi ai livelli pre-pandemia. “L’economia soffre maggiormente per questa incertezza, le persone hanno più difficoltà ad uscire a spendere i propri soldi. Il sistema economico trarrebbe maggior vantaggio se ci fosse una chiusura totale delle attività per un numero limitato di settimane per poi ripartire con un numero molto inferiore di contagi e con prospettive di crescita migliori”, sottolinea. E aggiunge: “La spesa pubblica sarebbe inferiore rispetto a quello Stato deve supportare ora”.

Ci sono molti piccoli commercianti e ristoratori che però temono questo secondo confinamento perché hanno paura di non poter più riaprire dopo. Ma Rossi spiega: “Lo Stato dovrebbe aiutare sia sul piano federale che sul piano cantonale le imprese che sono in difficoltà e distribuire non aiuti a fondo perso ma mirati a chi merita di essere aiutato”. Non resta che capire quali saranno i prossimi passi della Confederazione e del Cantone per far fronte all’aumento delle ospedalizzazioni, dei decessi e dei contagi. Finora, conferma Rossi, “non è arrivato nessun riscontro”.

Ma a sostenere questa tesi, è solo una parte del mondo economico. Gli imprenditori, ad esempio osteggiano una nuova chiusura totale, così come Mauro Baranzini, professore dell’Università della Svizzera italiana. “Io sono alquanto scettico. Penso che i professori di economia debbano fare i professori di economia”, asserisce ai microfoni di Radio3i. “Ci sono le autorità preposte alla salute pubblica che probabilmente ne sanno molto di più. Sappiamo che il lockdown totale ha un effetto devastate sull’economia dei nostri Paesi e in questi mesi abbiamo imparato quali sono le misure di modulazione di interventi in maniera da evitare che il virus si propaghi troppo velocemente. In questo senso confido molto di più nelle nostre autorità sanitarie piuttosto che in un gruppo di economisti”, conclude.

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