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Ticino
Economia verde, "Iniziativa estrema e ingannevole”
Economia verde, "Iniziativa estrema e ingannevole”
Economia verde, "Iniziativa estrema e ingannevole”
Redazione
10 anni fa
Il Comitato contrario spiega le ragioni del no: "Farebbe aumentare i prezzi e metterebbe gli svizzeri sotto tutela"

L’iniziativa «Economia verde», in votazione il prossimo 25 settembre, non è applicabile. A sostenerlo è il Comitato interpartitico "NO all'iniziativa estrema dei Verdi", di cui fanno parte il consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi, la consigliera nazionale leghista Roberta Pantani, il granconsigliere PLR Graziano Crugnola e il presidente dell'UDC ticinese Piero Marchesi

Secondo il Comitato contrario, l'iniziativa "per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)" ha un nome molto accattivante, ma in realtà ingannevole. "Sarebbe stato più corretto chiamarla «iniziativa per dividere il consumo in tre». Di fatto, è questa la realtà che si nasconde dietro un obiettivo che sembra lodevole a prima vista. Le esigenze dell’iniziativa sono così eccessive che sarebbero inevitabili limitazioni del consumo e della produzione. Basandosi su uno studio realizzato dagli esperti dell’ambiente, il Consiglio federale ritiene l’iniziativa inapplicabile anche se venissero adottate misure drastiche e urgenti. Sarebbe necessaria una riduzione del consumo di risorse di almeno il 65%; per poterlo fare, lo studio identifica tutta una serie di misure da adottare nei settori dell’alimentazione, della mobilità e degli alloggi che sono i settori che utilizzano il massimo delle risorse. Si andrebbe dall’aumento dei prezzi degli alimenti alla diminuzione del consumo, per non dire al divieto di quelli che consumano più risorse - come la carne o i prodotti lattieri -, passando per una limitazione dei metri quadrati per abitante o dei chilometri percorsi. Infine, sarebbero dunque i consumatori a dover passare alla cassa".

Anche le conseguenze sull’occupazione e sull’economia sarebbero altrettanto drammatiche, ribadisce il Comitato contrario. "Il margine di manovra delle imprese svizzere si ridurrebbe, mentre il contesto economico le sottopone già a forti pressioni. Nuove prescrizioni sui prodotti, i rifiuti e i processi di produzione sarebbero dettate dall’amministrazione federale. Tutto ciò nuocerebbe alla competitività delle imprese del nostro paese che dovrebbero fare i conti con una nuova ondata di burocrazia. Le imprese colpite andrebbero a produrre altrove. Non vi sarebbe meno inquinamento a livello mondiale, ma solo meno ricchezza e posti di lavoro in Svizzera".

Per il Comitato contrario l'economia verde è già una realtà in Svizzera e le imprese svizzere non hanno atteso i Verdi per agire: "In questo ambito sono state create diverse migliaia di impieghi senza eccessivi vincoli legali come propongono gli autori di questa iniziativa. La Svizzera occupa i primi posti delle graduatorie internazionali in materia di produttività delle risorse e di riciclaggio. Si tratta di proseguire su questa via, piuttosto che mettere sotto tutela i consumatori e le imprese svizzere. Fissando degli obiettivi irrealizzabili, la Svizzera sarebbe il solo paese al mondo ad imporsi simili regole. Ora, agire come degli attori solitari come propongono i Verdi significa in realtà mettere in gioco il benessere della Svizzera e i posti di lavoro" conclude il Comitato contraio. "E questo senza un contributo ecologico significativo".

Per questi motivi l'alleanza composta dal Consiglio federale, dai partiti del centro-destra, dalle associazioni economiche e dagli imprenditori invita il popolo a respingere l’iniziativa "estrema" dei Verdi che "metterebbe la Svizzera sotto tutela".

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