
Le misure d’accompagnamento alla libera circolazione non si toccano. All’indomani delle rassicurazioni del consigliere federale Ignazio Cassis, a ribadire forte e chiaro il messaggio ci pensano economia e sindacati.
"Le cose funzionano, riusciamo ad operare con queste misure. Credo che abbiano dato una buona prova di sé" afferma il presidente di AITI Fabio Regazzi ai microfoni di TeleTicino. Dello stesso avviso Enrico Borelli, del sindacato Unia: "In un contesto come quello attuale, caratterizzato da una forte pressione sui salari, dal dumping, da abusi, non può nemmeno entrare in conto l'idea di allentare le misure d'accompagnamento".
Nonostante un sondaggio di Tamedia in Svizzera evidenzi che il consenso per un accordo istituzionale con l’Europa è cresciuto dal 45 al 49%, secondo le parti sociali, che saranno coinvolte nei negoziati, questo non va raggiunto ad ogni costo.
"Ad ogni costo direi di no" sottolinea Regazzi. "C'è sempre un prezzo da pagare, però bisogna anche avere il coraggio di dire di no e non sempre piegarci alle rivendicazioni e richieste del nostro partner europeo".
"Le priorità ci sembrano altre e investono la situazione che vive oggi la popolazione, sempre più di esclusione e precarizzazione" aggiunge Borelli. "L'attenzione andrebbe posta su queste questioni".
Il tema, si ricorderà, è tornato alla ribalta dopo che Cassis si era detto possibilista ad eventuali allentamenti proprio in vista dell’accordo, sollevando non poche polemiche. Fino alle rassicurazioni di ieri. Introdotte per garantire il rispetto delle condizioni di lavoro svizzere, alcune misure sono infatti ritenute dall’UE spropositate. Mentre a detta del sindacato Unia queste andrebbero addirittura rafforzate: "Le misure non sono state in grado di contenere la pressione sui salari, la situazione è sotto gli occhi di tutti" afferma Borelli.
Un punto su cui per ora Regazzi non intende sbilanciarsi. Ma il presidente di AITI solleva un’altra questione: "L'importante è che non mettano a repentaglio l'impianto, cioè gli accordi bilaterali, in vista anche della votazione sull'iniziativa dell'UDC che vuole disdire gli accordi bilaterali".
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